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Caro carburante, Nesci (FdI-Ecr): “Più possibilità sui fondi Feasr. Difendere gli agricoltori della Calabria e del Sud”

«Il caro carburante e l’aumento dei costi energetici colpiscono tutte le imprese agricole europee, ma nelle aree rurali, periferiche e svantaggiate del Mezzogiorno il loro impatto rischia di essere ancora più pesante. Per questo l’Europa deve consentire agli Stati membri e alle Regioni di utilizzare con maggiore flessibilità le risorse disponibili per sostenere chi produce».

Lo dichiara l’eurodeputato calabrese di Fratelli d’Italia-ECR Denis Nesci, che ha depositato un’interrogazione urgente alla Commissione europea, sottoscritta complessivamente da 20 europarlamentari, chiedendo misure straordinarie contro l’aumento dei costi di produzione agricola.

Al centro dell’iniziativa c’è la possibilità di utilizzare con maggiore flessibilità il FEASR, Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, attraverso la riprogrammazione delle risorse non ancora impegnate per introdurre interventi temporanei e mirati a favore delle aziende maggiormente colpite dai rincari energetici: «È una questione che riguarda direttamente la Calabria e tutto il Mezzogiorno – sottolinea Nesci – dove l’agricoltura non rappresenta soltanto un’attività economica, ma significa presidio del territorio, occupazione e sopravvivenza di tante comunità delle aree interne. Quando aumentano carburante, energia e fattori produttivi, per molte aziende agricole del Sud diventa ancora più difficile mantenere la propria competitività».

«La nostra proposta – prosegue Nesci – è semplice: verificare se le regole europee consentano di utilizzare con maggiore flessibilità le risorse FEASR non ancora impegnate per affrontare una situazione eccezionale. Se oggi le norme non lo consentono, abbiamo chiesto alla Commissione di indicare quali modifiche siano necessarie per renderlo possibile già nella programmazione 2023-2027».
«Dagli agricoltori e non solo loro – conclude Nesci – in queste settimane è arrivato un segnale forte dal mondo agricolo e produttivo. La politica ha il dovere di ascoltarlo e trasformarlo in proposte concrete. Per questo abbiamo portato la questione direttamente a Bruxelles: difendere il reddito degli agricoltori, calabresi e meridionali significa difendere le nostre produzioni, le aree interne e una parte fondamentale dell’economia del Sud. Su questo l’Europa deve fare la sua parte».

 

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