Rogliano continua a raccontarsi attraverso l’arte urbana. La nuova edizione di Gulìa Urbana arricchisce il percorso costruito negli anni con nuovi interventi che mettono in dialogo arte contemporanea, memoria, identità locale e trasformazione degli spazi pubblici.
Artisti italiani e internazionali hanno interpretato luoghi, storie e simboli del territorio, dando vita a opere che non si limitano a ridisegnare le superfici urbane, ma contribuiscono a costruire una nuova narrazione della città e della sua comunità.
Tra gli interventi più significativi, quello di Aches, artista irlandese, che ha realizzato un murale dedicato al tema della salute mentale. Attraverso sovrapposizioni cromatiche e figure che sembrano moltiplicarsi, l’opera restituisce una riflessione sulla complessità dell’individuo, sulle fragilità e sulla percezione di sé. Si tratta del quarto muro che Gulìa Urbana dedica alla salute mentale, confermando un percorso artistico e culturale che il progetto intende portare avanti anche nelle prossime edizioni.
Nella piazza principale di Rogliano, Edoardo Ettorre ha reso omaggio a Salvatore Diana, artista roglianese, reinterpretando un suo murale realizzato nel 1991. Un intervento che recupera un’opera storica e la restituisce alla città attraverso un linguaggio contemporaneo, creando un ponte tra generazioni e riportando al centro dello spazio pubblico una parte significativa della memoria artistica locale.
Con Vesod, il dialogo si estende alla storia dell’arte. L’artista ha reinterpretato la Crocifissione di San Pietro, integrando nella composizione elementi legati alla città di Rogliano. Ne nasce un intervento monumentale in cui riferimenti classici, geometrie e suggestioni contemporanee si intrecciano in una nuova narrazione visiva.
Nel rione Cuti, Marta Lapeña ha invece scelto di raccontare uno dei simboli della tradizione gastronomica locale: la melanzana. Realizzata in collaborazione con l’associazione RiCuti, nell’ambito del RiCuti Fest, l’opera raffigura il fiore e il frutto della pianta, trasformando un elemento della quotidianità e della cucina tradizionale in un segno di appartenenza. La sua collocazione, in corrispondenza di una porta, suggerisce simbolicamente l’ingresso in un universo fatto di storia, tradizioni e memoria familiare, particolarmente radicato nell’identità del rione.
A completare il percorso è Order55, con un’opera dedicata al tema della fluidità. Attraverso il proprio linguaggio visivo, l’artista affronta il rapporto tra identità, cambiamento e superamento delle definizioni rigide, portando nello spazio urbano una riflessione contemporanea sulla possibilità di essere molteplici.
Il progetto ha coinvolto anche il vicino territorio di Marzi, dove, in collaborazione con il Mo.C.I., è stato avviato un nuovo intervento di rigenerazione urbana attraverso la realizzazione di un playground destinato allo street basket. Uno spazio pubblico che mette in relazione arte, sport e aggregazione, restituendo nuove possibilità di utilizzo e incontro alla comunità.
Accanto agli interventi artistici, Gulìa Urbana ha sviluppato un programma di attività pensate per ampliare le modalità di partecipazione e fruizione del patrimonio urbano. Tra queste, il laboratorio dedicato alla realtà aumentata, realizzato in collaborazione con Bepart, per sperimentare nuove forme di interazione con le opere attraverso gli strumenti digitali.
Per la prima volta è stato inoltre organizzato un tour tra i murales insieme agli amici a quattro zampe, in collaborazione con Paolo Ceresia: un’esperienza inedita e inclusiva per attraversare e conoscere il patrimonio di arte urbana di Rogliano da una prospettiva diversa.
A raccontare la visione complessiva del progetto è Giacomo Marinaro, direttore artistico di Gulìa Urbana:
«Quest’anno abbiamo voluto costruire un racconto capace di tenere insieme arte, identità, memoria e nuovi linguaggi. Dalla salute mentale alla storia di Salvatore Diana, fino alla tradizione gastronomica di Cuti, ogni intervento aggiunge un nuovo frammento alla narrazione di Rogliano. Quello realizzato da Aches è il quarto muro che dedichiamo al tema della salute mentale: un percorso che per noi ha un valore profondo e che certamente continuerà.
Ma Gulìa Urbana vuole andare oltre la realizzazione dei murales. Realtà aumentata, tour, sport e nuove modalità di vivere gli spazi pubblici contribuiscono a trasformare l’arte urbana in un’esperienza e in un possibile attrattore turistico. In Italia sono ormai oltre 200 i piccoli centri e borghi caratterizzati dalla presenza di murales e percorsi di arte urbana. La sfida è fare in modo che le opere diventino un motivo per arrivare a Rogliano, conoscere il territorio, scoprirne la storia e le tradizioni, viverlo durante tutto l’anno».
Con questa nuova edizione, Gulìa Urbana consolida una visione dell’arte urbana come pratica capace di generare valore oltre l’intervento artistico: uno strumento di rigenerazione, valorizzazione delle identità locali e promozione turistica, capace di trasformare gli spazi pubblici in luoghi di incontro, racconto e scoperta.
Progetto finanziato con risorse POC 2014/2020 – Az. 6.8.3, nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Sostegno e promozione turistica e culturale” – D.D.G. n. 8026/2025 – Regione Calabria.
