“Ho imparato così tanto da voi, Uomini... Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata” - Gabriel Garcia Marquez
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A Cosenza l’evento “Il cammino supera ogni confine”

Ecologia, condivisione dei beni comuni, stato sociale e disastri ambientali sono stati gli argomenti centrali dell’evento “Il cammino supera ogni confine”, nel corso del quale diverse associazioni di Cosenza hanno incontrato, per la prima volta, gli amici di Repubblica Nomade lungo il Cammino dei Vulcani. Cammino che ha avuto inizio il 13 maggio scorso dalle pendici del Vesuvio e che si concluderà, dopo 700 km, il 21 giugno 2023 ai piedi dell’Etna, dopo aver percorso la strada regina delle Calabrie, ovvero l’antica via Popilia.

L’iniziava, a cura delle associazioni Amici della Montagna e Santa Lucia, si è svolta sabato 3 e domenica 4 giugno scorso presso la Cittadella del Volontariato, sita in via degli Stadi, gentilmente messa a disposizione dal CSV di Cosenza, dove è stato illustrato il progetto del cammino.

Oltre alle associazioni Amici della Montagna e Santa Lucia, hanno pure partecipato i rappresentanti di Ri-ForMap, di Mistery Hunters, delle Botteghe delle Selve e del Masci di Cosenza. Presenti anche un ex socio Agesci, volontario di ‘Servizio Civile Universale’, attualmente impegnato in un progetto locale del Ministero della Giustizia presso l’ULEPE di Cosenza (che si batte per le pene detentive alternative), e la cooperativa sociale ‘Buoni Buoni’, che ha accolto, al termine della serata, il gruppo di Repubblica Nomade per trascorrere un momento conviviale.

La giornata di domenica è stata dedicata alla visita del Centro storico di Cosenza e del Duomo in particolare, guidati dall’associazione Pietre Vive di Cosenza e ArcadiNoè. E proprio negli spazi di quest’ultima, dopo il pranzo, visitando la fattoria didattica abbiamo discusso di ecologia, di condivisione, di quello che ognuno di noi può fare quotidianamente da solo o con le associazioni per prendersi cura del nostro pianeta, alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Ambiente.

Interessanti le testimonianze dei membri di Repubblica Nomade, un’associazione «in continuo cammino, alla ricerca di una rete di riferimento nel territorio che attraversiamo», ha spiegato la presidente Maria Rosaria Marrese, che così ha continuato: «Spesso non sappiamo dove andare a dormire quando siamo in cammino, i primi riferimenti sono, dunque, le Istituzioni. Ringraziamo il Comune e la Provincia di Cosenza per averci dato rispettivamente il patrocinio e il luogo dove dormire. La nostra missione è camminare, conoscere i territori e le loro problematiche ambientali, sociali, le loro ferite. Abbiamo attraversato Napoli recentemente e abbiamo trovato persone e situazioni di disagio, innanzitutto insicurezza sulle strade».

E a far da contraltare a tutti i problemi del Belpaese è il fascino del paesaggio italiano, i resti della sua storia «che abbiamo ammirato attraversando l’antica via Popilia per giungere a Cosenza», ha proseguito Maria Rosaria Marrese, «per noi è importante incontrare le persone, confrontarci, parlare con gli studenti e spiegare perché cerchiamo di affrontare i problemi camminando. Il motivo che ci spinge a muoverci adesso è la crisi climatica, siamo sull’orlo di catastrofi, abbiamo responsabilità a livello individuale, collettivo e istituzionale per quello che abbiamo combinato sulla Terra. Ecco perché vogliamo incontrare le Istituzioni, è necessario sapere cosa hanno intenzione di fare per salvare il nostro pianeta».

Repubblica Nomade ha posto l’attenzione sui problemi ambientali più urgenti e devastanti «come vivere sull’orlo di un vulcano, “ma il vulcano siamo noi”, sottolineando che con le nostre cattive abitudini abbiamo sconvolto gli equilibri naturali da cui noi stessi dipendiamo. Camminare insieme, inoltre, affratella, perché ci mette in relazione ancor di più con le altre specie viventi, la cui sopravvivenza è sempre più dipendente dal nostro stile di vita e dalle nostre scelte. La biodiversità è un valore per la nostra sopravvivenza, la Terra senza di noi vive, noi senza la Terra non vivremmo», ha concluso la presidente Marrese.

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