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Morti sul lavoro in Calabria e Veneto: Paolo Capone, Leader UGL: “Una strage che va fermata”

“A nome dell’UGL voglio esprimere le più sentite condoglianze alle famiglie e ai colleghi dei lavoratori che hanno perso la vita in Calabria e in Veneto. Oggi un operaio è rimasto schiacciato da un camion-gru nel cantiere del depuratore consortile di Francavilla Angitola (Vibo Valentia), durante le attività di manutenzione dell’impianto; un altro ragazzo di 23 anni che, secondo quanto si apprende non era regolarmente assunto, è rimasto ucciso dal cedimento di una colonna in uno stabilimento balneare a Paola (Cosenza); tre braccianti sono rimasti coinvolti in un incidente stradale mentre si recavano a lavoro nei pressi di Chioggia (Venezia).
In data odierna si celebra la giornata dell’Europa ma purtroppo dobbiamo constatare che in tema di sicurezza sul lavoro, siamo ancora molto indietro. Non è più ammissibile dover ogni volta commentare queste tragedie, si deve agire. L’UGL ribadisce l’assoluta necessità di potenziare i controlli attraverso l’incrocio di banche dati ed effettuare, concretamente, rigorose verifiche nei cantieri. Chiediamo che si investa, con continuità, su formazione, prevenzione per incrementare quella cultura della sicurezza che è ancora latente. Se vogliamo contrastare il fenomeno delle morti bianche, è fondamentale che istituzioni e parti sociali avviino uno sforzo congiunto, perché il lavoro non può diventare una condizione di pericolo”. Così è intervenuto Paolo Capone, Segretario Generale dell’UGL, in merito agli incidenti mortali che hanno coinvolto operai in Calabria e in Veneto.

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