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L’ex premier Giuseppe Conte al Festival del Sud – Valentia in Festa: “Primarie aperte a tutti ma solo dopo il programma”

«Chi è insoddisfatto del Governo Meloni si attende da noi, con urgenza, di conoscere quali sono le nostre proposte alternative per risolvere i problemi dell’Italia. Abbiamo lavorato per questo anche nel corso della legislatura: ciascuna forza politica d’opposizione ha lavorato al proprio interno. Noi abbiamo coinvolto 17mila cittadini per conoscere le urgenze del Paese. Adesso è il momento di definire il programma dettagliato. Subito dopo si faranno le primarie, che sono la formula più democratica per scegliere il candidato e chi rispetta le regole può partecipare. Chi sono io per dire che mi devo candidare solo io, o solo Elly Schlein? Se sono uno strumento democratico, allora le primarie devono coinvolgere più candidati. Però, via Renzi. Su Renzi abbiamo già dato. Andiamo oltre».

È quanto ha detto, intervenendo al Festival del Sud – Valentia in Festa, il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, presentando il suo libro “Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia”, intervistato dal giornalista de Il Fatto Quotidiano Luca De Carolis.

«Se non ci mettiamo d’accordo su un programma condiviso – ha aggiunto Conte – e non ci sbrighiamo a consentire che questo popolo insoddisfatto possa riconoscersi in una figura di un unico candidato che parli e rappresenti tutti, rischiamo di trovarci Meloni altri cinque anni. Meloni dice: stiamo facendo la storia di questo Paese. Ma sapete come la sta facendo? Con carburante al +25%; assicurazioni al +30%; affitti al +20%; bollette al +60%; pedaggi autostradali al +15%; spesa alimentare al +30%; canone tv al +15%: è questa la storia che stanno facendo. La nostra radicalità è necessaria, questo Paese lo dobbiamo trasformare».

Sui disordini di Milano e i decreti sicurezza, Conte ha aggiunto: «Se distruggi le proprietà di un povero lavoratore, ovviamente ne devi rispondere. Ma c’è già il reato, sono già previsti i risarcimenti. C’è addirittura una norma che impone ai genitori di rispondere dei danni causati dai figli minorenni. Ma è del 1942, non ci dobbiamo inventare nulla. Dobbiamo contrastare la violenza, certo, e se a sinistra ci sono problemi ad ammetterlo, allora non ci siamo capiti, perché questo riguarda tutti i cittadini. Allo stesso modo, però, dobbiamo riconoscere che un governo che doveva garantire sicurezza come bene primario, non l’ha fatto. E la grande oscenità sono gli otto decreti sicurezza emanati. Perché se introduci otto decreti, 50 nuovi reati, 47 aggravanti, inasprimenti di pena, ecc., vuol dire che sei inadeguato, perché ad ogni decreto dimostri la tua incapacità. Il governo Meloni deve andare a casa».

Sul conflitto russo-ucraino, l’ex premier ha aggiunto: «Le guerre finiscono o con un trattato di pace o con la resa definitiva di uno dei due guerreggianti: vogliamo arrivare a questo? Se vogliamo difendere l’Ucraina, la possiamo difendere solo in un modo che andava fatto da tempo: chiamando tutta la comunità internazionale (Brics compresi) attorno ad un tavolo e costringendo Putin ad accettare condizioni che siano dignitose per l’Ucraina. Non farò ora il nome di un mediatore per il conflitto, significherebbe bruciarlo. Mandateci al governo e quel nome lo faremo».

Nel finale, stimolato dall’intervistatore, Conte ha riferito i primi provvedimenti che potrebbe assumere qualora dovesse tornare alla guida del governo. «Primo decreto: vengono abrogate le seguenti leggi: e a seguire l’elenco di tutte le norme infami sulla giustizia introdotte dal governo Meloni e tutti i decreti sicurezza; secondo decreto: all’Art. 1: lo Stato italiano riconosce lo Stato di Palestina, Art. 2: lo Stato italiano interrompe unilateralmente l’accordo di cooperazione militare con Israele; Art.3: lo Stato italiano adotta sanzioni economiche contro lo stato d’Israele contro Netanyahu, tutti i ministri e tutti i responsabili del genocidio a Gaza».

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