Si è tenuto lo scorso 19 ottobre, presso la Cittadella Regionale, un importante incontro tra il SUNIA e la Commissaria dell’ATERP, un momento di confronto istituzionale che ha segnato un passo in avanti sul fronte delle politiche abitative in Calabria.
Un incontro fortemente voluto e ottenuto da SUNIA-CGIL Calabria e territoriale insieme alla CGIL Area Vasta CZ-KR-VV per affrontare le criticità degli alloggi di edilizia residenziale pubblica dell’area centrale nelle province di Catanzaro, Vibo V. e Crotone, partendo dalla grave situazione degli alloggi Aterp di via Pietà a Pizzo.
Il SUNIA ha apprezzato il sopralluogo effettuato con celerità a Pizzo, avvenuto in seguito all’incontro istituzionale con la Commissaria regionale Aterp, ma ribadisce con forza la necessità improrogabile, a cura della Regione, di reperire e stanziare risorse adeguate da impegnare concretamente nel recupero e nella manutenzione, nell’abbattimento delle barriere architettoniche e nella messa in sicurezza dell’intero patrimonio immobiliare di edilizia residenziale pubblica gestito dall’ATERP.
Gli edifici di via Pietà a Pizzo, infatti, necessitano da tempo di interventi di manutenzione, oltre a una gestione complessiva delle criticità abitative e amministrative, come la gestione delle effettive morosità attraverso un piano di rientro sostenibile per le famiglie.
Il diritto all’abitare non può essere considerato un tema secondario: per il SUNIA rappresenta una priorità assoluta e una vera e propria emergenza sociale da affrontare senza indugi, soprattutto per mitigare gli effetti pesanti di una crisi economica che non accenna a rientrare e che continua a colpire duramente le fasce più deboli della popolazione. Il sindacato continuerà a restare vigile e a mantenere altissima l’attenzione sugli sviluppi concreti di questo percorso.
Un capitolo centrale del confronto ha riguardato il tema delicato delle morosità. Già nei mesi scorsi, il SUNIA aveva sollevato con forza la criticità della situazione nei Comuni di Cardinale e Chiaravalle Centrale (problematica presente in tutta la Calabria) intervenendo direttamente con la sede di Catanzaro per ottenere la verifica di eventuali indebiti, l’indispensabile ricalcolo dei canoni sulla base della esatta verifica delle schede contabili e della effettiva capacità reddituale (Isee) e delle caratteristiche oggettive degli alloggi, nonché l’applicazione di adeguate rateizzazioni. Gli assegnatari delle case popolari sono, nella stragrande maggioranza dei casi, persone economicamente deboli e socialmente fragili, che non possono essere lasciate sole di fronte a cartelle o richieste insostenibili se non addirittura errate come emerso in più occasioni a causa una gestione delle banche dati e delle posizioni debitorie non correttamente aggiornate.
Affrontato anche il tema dello sblocco delle richieste di cessione degli alloggi (già deliberat0 sin dai primi anni ’90) il cui ricavato, come stabilito dalla legge, va destinato al recupero ed al completamento degli alloggi esistenti, garantendone la finalità abitativa sociale, scongiurando il pericolo reale di invasione del mercato, a scopo speculativo, da parte di fondi di investimento stranieri, come segnalato da una recente inchiesta del Corriere della Sera e denunciato da SUNIA e CGIL Nazionali.
Un’altra questione riguarda la configurazione giuridica e la fiscalità legata al patrimonio Aterp. Con riferimento alla composita legislazione vigente nelle diverse Regioni, appare casuale ed irrazionale che alcuni Enti siano chiamati a pagare l’IMU e altri no.
In questa prospettiva, la fiscalità non può intaccare le risorse dei bilanci Aterp che devono invece essere investite per la manutenzione, la messa in sicurezza e la costruzione di nuovi alloggi
Pertanto, il Governo deve intervenire immediatamente e definitivamente per chiarire definitivamente la questione dell’esenzione dell’IMU al patrimonio di Aterp così come avviene per altri soggetti con finalità sociali.
