“Ogni falsità è una maschera, e per quanto la maschera sia ben fatta, si arriva sempre, con un po' di attenzione, a distinguerla dal volto” - Alexandre Dumas - “I tre moschettieri”
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Al via i tavoli tematici di “Catanzaro punto di Svolta”

Dopo le due iniziative (rilevanti per qualità delle proposte e grande partecipazione) svoltesi nel centro storico e nel quartiere marinaro, il movimento “Catanzaro punto di Svolta”, coordinato da Francesco Pitaro, passa alla fase dell’avvio dei tavoli tematici.

Ben 14 i focus con cui i tavoli – ritenuti strumenti fondamentali della democrazia partecipativa e della co-programmazione – proveranno a trasformare i bisogni reali in politiche pubbliche mirate.

“Giovani, università, scuola e lavoro” è uno degli argomenti su cui il movimento intende generare approfondimenti: «Vogliamo che Catanzaro, finalmente con la guida di una classe politica all’altezza delle sfide, offra ai giovani ragioni concrete per studiare, lavorare e costruire qui il proprio futuro. Il rapporto con l’università dovrà diventare parte della vita quotidiana della città. Proporremo un confronto stabile su trasporti, alloggi, spazi di studio, cultura, sport e servizi, coinvolgendo anche gli studenti. Svilupperemo l’idea di un campus diffuso, attraverso spazi urbani utilizzabili per lo studio, la socialità e le attività culturali, collegati ai luoghi della formazione. Il recupero di immobili e la presenza di studenti nel centro storico potranno contribuire a questo progetto. Favoriremo collaborazioni tra Comune, università e realtà economiche su problemi concreti della città. Ricerca, tirocini e progetti formativi potranno contribuire alla qualità dei servizi, alla cura dell’ambiente, all’innovazione e alla conoscenza del territorio, con accordi e responsabilità definiti. Per il lavoro giovanile promuoveremo orientamento, accesso alle informazioni, accompagnamento alla creazione d’impresa e collegamenti con percorsi formativi utili. Il Comune dovrà facilitare l’incontro tra opportunità, competenze e iniziative economiche. Gli strumenti di sostegno saranno costruiti con i soggetti competenti, evitando duplicazioni di servizi già presenti. Per ogni eventuale spazio dedicato all’innovazione saranno chiariti destinatari, attività, gestione e risorse».

E ancora: «La partecipazione dei giovani sarà organizzata attraverso occasioni continuative di proposta e confronto. I contributi dovranno ricevere un riscontro e, quando accolti, tradursi in decisioni riconoscibili. Sulla scuola occorrerà partire dagli edifici e dai servizi di competenza comunale: sicurezza, manutenzione, accessibilità, mense e trasporto. La programmazione sarà condivisa con le istituzioni scolastiche e con gli altri enti responsabili. Bisognerà valutare l’apertura pomeridiana degli spazi scolastici per attività educative, culturali e sportive. Ogni iniziativa dovrà prevedere personale, custodia, responsabilità, pulizia e copertura dei costi. L’attenzione ai servizi per l’infanzia partirà dalla domanda delle famiglie e dalla sostenibilità dell’offerta. Massima attenzione, assieme a scuole, servizi sociali e soggetti competenti, all’abbandono scolastico e alle situazioni di disagio».

Ogni tavolo tematico, inoltre, affronterà, «con cognizione di causa e con il contestuale coinvolgimento della società civile, le questioni vecchie e nuove (a partire dalle infrastrutture materiali e immateriali, dallo svuotamento del centro storico e dal disagio dei quartieri, dai polmoni verdi da salvaguardare e mettere a valore alla sanità e al welfare) che impediscono il pieno dispiegamento delle potenzialità del capoluogo della Calabria. Dal monitoraggio delle criticità e dell’ascolto attivo di chi vive i problemi in prima persona, verranno le indicazioni per l’elaborazione delle linee programmatiche con cui innescare processi di sviluppo territoriale e il miglioramento della qualità della vita dei catanzaresi».

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