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Area Integrata dello Stretto, Di Mento (Uiltrasporti): “Senza Tremestieri integrazione resta sulla carta”

«Parlare di Area integrata dello Stretto, di connessione tra Messina e Reggio Calabria e di sviluppo dei rispettivi sistemi portuali è certamente importante. Ma l’integrazione non può essere soltanto una dichiarazione di intenti: deve tradursi in infrastrutture, collegamenti efficienti e opere concretamente funzionanti. E tra queste il porto di Tremestieri rappresenta una priorità non più rinviabile».

Lo afferma Antonino Di Mento, segretario generale della Uiltrasporti Messina, alla vigilia dell’incontro in programma lunedì 5 ottobre a Reggio Calabria, dedicato alle prospettive dell’Area integrata dello Stretto e allo sviluppo dei porti di Messina e Reggio Calabria.

«È altamente positivo – sottolinea Di Mento – che le istituzioni delle due sponde si confrontino su una visione comune dello Stretto. Ma proprio perché vogliamo parlare di un sistema portuale integrato e di una maggiore centralità dello Stretto nel Mediterraneo, occorre avere il coraggio di mettere sul tavolo anche le criticità che da troppo tempo condizionano la mobilità delle persone e delle merci».

«Non si può parlare di integrazione dello Stretto ignorando il Porto di Tremestieri», prosegue il segretario della Uiltrasporti.

«Questa infrastruttura non riguarda soltanto Messina. Tremestieri è un tassello fondamentale della continuità territoriale tra Sicilia e Calabria, del traffico commerciale e della logistica e, più in generale, della funzionalità dell’intero sistema portuale dello Stretto. Se vogliamo davvero costruire un’area integrata, dobbiamo fare in modo che le merci possano attraversare lo Stretto attraverso un sistema infrastrutturale moderno, efficiente e organizzato».

La Uiltrasporti ricorda di avere più volte richiamato l’attenzione delle istituzioni sulle criticità del nuovo porto di Tremestieri.

A febbraio 2026, in occasione del congresso territoriale della Uiltrasporti, Di Mento aveva nuovamente indicato il porto di Tremestieri tra le priorità infrastrutturali, definendolo strategico per la sicurezza della città, per l’occupazione e per l’eliminazione del traffico pesante dal centro urbano.

«Sono passati anni e continuiamo a discutere di tempi, autorizzazioni, eventuali varianti, risorse e soluzioni tecniche. Nel frattempo – afferma Di Mento – Messina continua a sopportare il traffico pesante e il sistema degli approdi continua a essere esposto alle criticità legate all’insabbiamento e alla piena operatività».

Il riferimento è anche alle difficoltà che hanno interessato gli approdi di Tremestieri e alle procedure necessarie per gli interventi di dragaggio. Nel 2025 la Uiltrasporti aveva denunciato i ritardi nelle autorizzazioni per lo spostamento dei sedimenti, evidenziando le conseguenze sulla piena operatività degli scali attuali, autorizzazioni che ancora oggi non sono state rilasciate da parte dell’assessorato Ambiente e Territorio della Regione Sicilia.

«La questione – aggiunge Di Mento – non è soltanto quella di completare un’opera pubblica, ma di rendere efficiente quella esistente. Qui parliamo di lavoro, sicurezza, mobilità, qualità della vita, logistica e competitività. Il porto di Tremestieri deve essere considerato all’interno di una strategia più ampia che coinvolga Messina, Reggio Calabria, Villa San Giovanni e l’intero sistema dello Stretto».

Per la Uiltrasporti, dunque, il confronto istituzionale tra le due sponde deve produrre una vera agenda comune.

«Se l’obiettivo è rafforzare il ruolo dello Stretto nel Mediterraneo – continua il segretario generale – allora bisogna individuare le opere strategiche, stabilire priorità precise, assicurare le risorse necessarie e soprattutto fissare tempi verificabili. Non possiamo più limitarci a parlare di prospettive: servono risultati».

«Il porto di Tremestieri deve entrare a pieno titolo nella programmazione dell’Area integrata dello Stretto», rimarca Di Mento.

«Chiediamo che al confronto di Reggio Calabria si parli anche di questo. Perché non può esistere un vero sistema portuale integrato se una delle infrastrutture strategiche per il traffico commerciale tra Sicilia e Calabria continua a essere incompleta. E non può esserci una strategia comune di sviluppo se non si affrontano concretamente i nodi infrastrutturali che oggi limitano la capacità dello Stretto di funzionare come un unico sistema».

«L’Area integrata dello Stretto non deve diventare soltanto uno slogan – conclude Di Mento – ma una strategia concreta. E una strategia concreta parte dalle infrastrutture. Il completamento del porto di Tremestieri è una priorità. Dopo tanti anni di attesa, Messina e lo Stretto hanno bisogno di certezze. Noi continueremo a vigilare e a chiedere che quest’opera venga finalmente portata a compimento».

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