“Se non siamo audaci, il che non è sinonimo di irresponsabili, se non siamo terribilmente audaci con i nostri sogni e non crediamo in loro fino a renderli realtà, allora i nostri sogni appassiscono, muoiono, e noi con loro” - Luis Sepúlveda
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Conclusa la prima edizione del Premio “Fernando Rota”: eredità e futuro per i giovani calabresi

Una Calabria complessa ma radicata alla sua missione di terra che vuole raccontare le storie di chi, con un carico di competenze, di idee, di progetti, di rispetto, di visioni, guarda anche al passato per tessere il futuro. È il fil rouge della due giorni della Prima edizione del Premio “Fernando Rota”, ideato e promosso dall’Associazione Epyca ETS” (Ethics, Politics, Young, Calabrian Association), presieduta da Stefania Rota. L’evento, ospitato dal Parco degli Enotri di Mendicino (Cs) il primo e il 2 ottobre scorsi, ha rappresentato una proficua opportunità per mettere al centro le nuove generazioni, le loro ambizioni, gli ostacoli che incontrano in Calabria ma soprattutto i percorsi sinergici che possono compiere per avere concretamente delle opportunità che aprono a più orizzonti. Università, scuole, imprese, istituzioni, politica: un confronto molto partecipato, quello della due giorni, che ha generato ottimi spunti di analisi. E se l’ospite d’eccezione, il Maestro orafo calabrese Gerardo Sacco, nel ripercorrere la sua carriera professionale e umana, si è focalizzato sull’importanza della scelta e del valore umano per una contronarrazione edificante per la Calabria, la madrina Chiara Francini, nota attrice e scrittrice, si è soffermata sui valori della Costituzione e sul ruolo determinante dei diritti che le Madri e i Padri costituenti hanno ottenuto con determinazione e acume per consegnarli a ognuno di noi, specie ai giovani, in quel passaggio di testimone che deve arricchirsi nel dialogo e nel rispetto degli altri.

Concetti che s’intersecano con la consegna della Borsa di studio “Fernando Rota” per la migliore tesi di laurea magistrale sulle Pari opportunità Sociali e di Genere e alla migliore impresa innovativa e sostenibile tra le decine di domande presentate al bando pubblicato, nei mesi scorsi, dall’Associazione. A vincere la borsa di studio di 2.500 euro, Francesca Rocchetti che, nel ringraziare la commissione, ha dichiarato: «Un premio che riconosce il valore di questi temi e della ricerca come strumento attraverso cui leggere e comprendere le disuguaglianze. Riceverlo qui, in Calabria, aggiunge per me un significato ulteriore: significa vedere la ricerca tornare nel territorio e trovare un luogo in cui essere ascoltata e valorizzata». Seconda classificata Arianna De Bartolo a cui è stata consegnata la borsa di studio dal valore di 1.000 euro: «Il mio elaborato nasce da un percorso di ricerca che ho affrontato con grande interesse e partecipazione, nella convinzione che l’educazione possa diventare davvero un’esperienza condivisa, capace di coinvolgere e mettere in rete una comunità».

Il premio come migliore start-up è stato conferito a Morgana, spin off dell’Università della Calabria. «È un riconoscimento che arriva dalla Calabria, la terra da cui prendiamo il nome e in cui abbiamo scelto di fare impresa. Ringraziamo la famiglia Rota, la Fondazione Epyca e la commissione per aver creduto in un progetto nato dalla ricerca universitaria e oggi spin-off dell’Università della Calabria. Questo premio ci dà fiducia e ci ricorda che dal Sud si può costruire futuro, restando legati alle proprie radici», ha detto il Co-founder Antonio Padovano nel ritirare l’opera “Corpo estraneo” realizzata dal pittore Alfredo Granata.

Positivo il bilancio di questa prima edizione tracciato dalla presidente di “Epyca ETS”, Stefania Rota: «In questi due giorni si è colto tanto entusiasmo e la voglia di rincontrarsi il prossimo anno e questo ci dà tutti gli stimoli per esprimere questa nostra voglia di essere tra i giovani in maniera ancora più proficua. Abbiamo deciso di intitolare questo premio a nostro padre perché volevamo che il suo nome non restasse solo un ricordo di famiglia ma diventasse anche un’opportunità per i giovani. Papà ci ha insegnato che fare impresa – ricorda la presidente Rota – non è solo generare business ma è un atto di amore e di responsabilità verso la propria comunità. Questo premio, accolto con entusiasmo da tanti giovani che hanno partecipato alla due giorni e da illustri relatori, è la prova tangibile della sua eredità che continua».

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