Riceviamo e pubblichiamo:
“La lettera di un religioso messo ai margini – Una comunità chiede presenza, ascolto e trasparenza. Il malcontento cresce attorno a una guida percepita da molti come distante dal territorio e troppo concentrata sulle dinamiche interne alla diocesi, con gli interessi di pochi preti.
Cara Eccellenza, dove è? È una domanda semplice, forse persino brutale. Io non la vedo mai. Ma è una domanda che, sempre più spesso, si sente rivolgere tra la gente. Perché un vescovo dovrebbe essere riconoscibile dalla sua comunità, dovrebbe stare tra le persone, nelle parrocchie, nelle periferie, accanto a chi soffre. Dovrebbe essere, prima di tutto, un pastore.
A Crotone, invece, cresce la percezione di una persona distante. Una presenza che molti faticano persino a vedere e a riconoscere nel quotidiano della città.
E allora la domanda diventa ancora più pesante: Eccellenza, lei sta guidando una Chiesa o sta amministrando un’azienda?
Attorno al vescovo, secondo una percezione diffusa all’interno della comunità ecclesiale, ma che nessuno osa dire, si sarebbe consolidato un ristretto gruppo di sacerdoti: don Oreste Mangiacapra, don Mario Codamo, don Giovanni Barbara e don Massimo Cavallo.
Quattro figure che, secondo le critiche circolate in questi mesi, avrebbero acquisito un peso significativo nelle dinamiche interne alla diocesi. Ma la domanda è inevitabile: chi decide davvero?
Il tema riguarda anche il vicariato e il cambiamento dell’incarico precedentemente. Una decisione che ha lasciato interrogativi e che, per alcuni, è stata interpretata come una netta discontinuità rispetto alla stagione precedente.
Ma c’è un’altra questione che merita chiarezza: quella dei collaboratori di monsignor Panzetta.
La comunità merita una risposta e merita di sapere se le decisioni siano state assunte dopo un reale confronto oppure sulla base delle informazioni ricevute da una cerchia ristretta.
Crotone non chiede un vescovo da ufficio. Chiede una presenza. Eccellenza, lei è venuto portandoci la cultura, pensando avessimo l’anello al naso, e si è fatto circuire da poche persone? Ma scherza? Questa è la cultura?
La chiesa di Crotone chiede un pastore che conosca le sue strade, le sue parrocchie, i suoi sacerdoti e le sue fragilità. Chiede una guida capace di stare in mezzo alla gente e non soltanto dentro le stanze del potere ecclesiastico. E allora, cara Eccellenza, si faccia vedere.
E Crotone non ha bisogno di un amministratore. Ha bisogno di un pastore”.
Martino.
