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Erosione costiera, Giudiceandrea: “Il PAUR riparte dalla conferenza di servizi per colpa della burocrazia regionale. Ironia della sorte: tre anni azzerati e nessuna responsabilità”

«Gli uffici regionali fanno sapere che il procedimento autorizzativo per i pennelli frangiflutti di Calopezzati deve ripartire dalla conferenza di servizi. Una comunicazione amministrativa di poche righe riporta indietro di tre anni un’opera finanziata nel 2017 e riapre passaggi già celebrati, già istruiti, già pagati con tempo pubblico. La vicenda è purtroppo nota. Nel 2017 il Comune ottiene il finanziamento di due lotti per la difesa costiera in mare, quattro milioni complessivi, in gestione commissariale e quindi diretta. Nel 2019 viene nominato il responsabile unico del procedimento. Nel 2023 la progettazione esecutiva è pronta e prevede cinque più cinque pennelli curvi. Da quel momento manca un solo atto per andare in gara: il PAUR, il provvedimento autorizzatorio unico regionale, coordinato dal Dipartimento Ambiente della Regione Calabria. Nel gennaio 2025 il RUP comunica che resta da chiarire l’interferenza di pochi metri quadrati di Posidonia oceanica con uno dei manufatti. Nel frattempo il prezziario regionale viene aggiornato al rialzo mentre lo stanziamento resta quello di otto anni prima: i pennelli scendono da dieci a nove e diventano più piccoli. In Consiglio comunale viene indicata la primavera 2026 come data di avvio dei lavori. La primavera arriva puntualmente, gli escavatori no. Oggi apprendiamo che il traguardo si sposta all’indietro. Chiedo agli uffici della Cittadella una cosa sola, e la chiedo per iscritto: quali pareri sono decaduti, quando sono decaduti e per responsabilità di chi. Perché un procedimento non torna alla conferenza di servizi per una legge di natura. Ci torna quando qualcuno lascia scadere termini, quando un’istruttoria resta ferma su una scrivania, quando i mesi passano e nessuno convoca nulla. Vorrei leggere il nome di quel qualcuno accanto a una data. Nel frattempo il 28 luglio qualcuno trova il tempo per una ricognizione sul litorale, insieme all’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, sollecitata dalla diffida di un gruppo di proprietari trasmessa il 24 marzo. Alla passeggiata partecipa anche la responsabile del procedimento dei bracci a mare del Dipartimento Lavori, Ambiente e Territorio. Registro il dato con interesse tecnico: per venire a guardare il mare a fine luglio l’agenda si libera in quattro mesi, per chiudere un PAUR che aspettiamo dal 2023 l’agenda risulta occupata da tre anni. Aggiungo un dettaglio geografico che ai promotori dell’iniziativa sfugge e ai tecnici, immagino, no. Il tratto ispezionato corre tra il campeggio Riva del Mare e la piazzetta Labonia. Il fronte dove il mare da almeno trent’anni si prende decine di metri di arenile, dove ha distrutto i giardini delle abitazioni e ormai lambisce le case, sta altrove. Chi guida la ricognizione porta i tecnici a fotografare una costa che ha problemi seri e li tiene lontani dalla ferita più profonda. Un modo curioso di chiedere urgenza. Sul rilievo relativo all’assenza del Comune rispondo nel merito. Le opere di difesa in mare esulano dalle competenze di un ente con poco più di mille abitanti: la stazione appaltante è la struttura commissariale regionale, il progetto è della Regione, l’autorizzazione è della Regione, la gara sarà della Regione. Il Comune di Calopezzati in questi anni sollecita, protocolla, va a Catanzaro, telefona, porta la questione in Consiglio comunale e ne risponde pubblicamente. Chi diffida un ente privo del potere di firmare l’atto che serve ottiene un ottimo comunicato e nessun pennello. Una domanda la lascio alla Regione. A Pantano di Crosia, situazione gemella alla nostra, per arrivare al cantiere occorrono quasi otto anni. A Calopezzati siamo a nove e ripartiamo da capo. Mi chiedo se esista una corsia amministrativa più rapida per i Comuni che stanno dentro quella filiera istituzionale di cui gli uomini del presidente Occhiuto parlano volentieri nei convegni, e se il nostro unico titolo di demerito consista nel non averla mai frequentata. Chiedo formalmente alla Regione Calabria, all’assessore all’Ambiente Antonio Montuoro e al presidente Roberto Occhiuto che il PAUR venga concluso sull’istruttoria già svolta, reiterando i soli pareri effettivamente scaduti; che al Comune arrivi per iscritto una data certa per la chiusura del procedimento e per la pubblicazione del bando; che venga consentito l’accesso agli atti sul periodo di inattività del procedimento, con l’indicazione del responsabile ai sensi della legge 241/1990; e che entro settembre venga convocato un tavolo tecnico con Regione, Autorità di Bacino, Capitaneria di Porto e Comune, prima che arrivino le mareggiate d’inverno».

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