Un importante momento di confronto sul disagio giovanile, il mondo digitale e la necessità di ricostruire relazioni autentiche
Si è svolto ieri pomeriggio, presso l’Auditorium Santa Maria della Neve di Riparo a Reggio Calabria, il convegno dal titolo “Like, identità e senso. Cosa cercano davvero i giovani”, promosso dalla Parrocchia San Nicola di Bari e Santa Maria della Neve di Prumo, Riparo e Cannavò, in collaborazione con le associazioni Oratorio Sant’Agata e Ape Reggina.
L’iniziativa ha registrato una significativa e partecipata presenza di famiglie, educatori, insegnanti, studenti, operatori pastorali, rappresentanti del mondo associativo e semplici cittadini, confermando quanto il tema del disagio giovanile, dell’identità personale e dell’impatto dei social network rappresenti oggi una delle principali emergenze educative e culturali del nostro tempo.
Presenti all’evento anche i giovani operatori della comunità “DesTEENazione – Desideri in Azione” di Reggio Calabria, realtà impegnata nell’accompagnamento educativo e relazionale degli adolescenti e dei giovani del territorio. La loro partecipazione ha rappresentato un importante segnale di coinvolgimento attivo delle nuove generazioni nei percorsi di ascolto, prevenzione e crescita comunitaria.
L’incontro si è distinto per il clima di ascolto, attenzione e coinvolgimento che ha caratterizzato gli interventi dei relatori e il successivo confronto con il pubblico, offrendo un’importante occasione di riflessione condivisa sulle difficoltà vissute dalle nuove generazioni in una società sempre più segnata dalla velocità della comunicazione, dall’isolamento relazionale e dalla continua ricerca di approvazione virtuale.
Presenti all’evento anche il comandante della Stazione dei Carabinieri di Cataforio e San Salvatore, maresciallo Renzo Romeo, e il comandante della Stazione dei Carabinieri di Cannavò, maresciallo Emanuele Vaccari, la cui partecipazione ha rappresentato un significativo segnale di attenzione delle istituzioni e delle forze dell’ordine verso le problematiche giovanili, la prevenzione del disagio e la tutela educativa del territorio.
L’evento, patrocinato da Ancore (Associazione Nazionale Counselor Relazionale), dal Comune di Reggio Calabria, dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria e dal Consiglio Regionale della Calabria, ha voluto accendere i riflettori su un fenomeno sempre più diffuso: il bisogno dei giovani di essere riconosciuti, ascoltati e accolti in una società in cui spesso il valore personale sembra misurarsi attraverso la visibilità online, i “like” e il consenso digitale.
Ad aprire i lavori è stato il parroco don Giovanni Gattuso, che nel suo intervento ha richiamato la responsabilità educativa condivisa tra famiglie, scuola, istituzioni, Chiesa e territorio. Don Giovanni ha evidenziato come dietro molti comportamenti apparentemente superficiali si nascondano in realtà fragilità profonde, solitudine, paura del giudizio e un forte desiderio di autenticità e relazioni vere.
«I giovani – ha sottolineato – hanno bisogno di adulti credibili, capaci di ascoltare senza giudicare e di accompagnare senza sostituirsi. Non possiamo limitarci ad osservare il disagio da lontano, ma dobbiamo creare luoghi veri di incontro, comunità capaci di accogliere e sostenere il loro cammino umano e relazionale».
Nel corso dell’incontro il dott. Roberto Placido Di Palma, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, ha affrontato il tema delle nuove fragilità sociali e delle difficoltà che sempre più frequentemente coinvolgono il mondo minorile, richiamando l’attenzione sulla necessità di rafforzare il ruolo educativo della comunità e delle istituzioni.
Nel suo intervento il Procuratore ha evidenziato come molti episodi di disagio giovanile nascano da forme di solitudine emotiva, dalla mancanza di riferimenti educativi stabili e dall’assenza di dialogo autentico tra adulti e ragazzi. Ha inoltre sottolineato l’importanza di costruire reti territoriali capaci di prevenire il disagio prima che esso sfoci in fenomeni di devianza o marginalità sociale.
La dott.ssa Maria Laura Creazzo della Polizia Postale di Reggio Calabria ha invece approfondito i rischi legati all’utilizzo inconsapevole della rete, soffermandosi sui fenomeni del cyberbullismo, dell’esposizione eccessiva sui social e dei pericoli connessi alla dimensione digitale, invitando giovani e famiglie a sviluppare maggiore consapevolezza nell’uso degli strumenti tecnologici.
Durante il suo intervento ha ricordato quanto sia fondamentale educare i ragazzi ad un utilizzo responsabile dei social network, promuovendo una cultura digitale fondata sul rispetto, sulla tutela della privacy e sulla consapevolezza delle conseguenze emotive e legali che alcuni comportamenti online possono generare.
Particolarmente apprezzato anche l’intervento della dott.ssa Luciana Megali del Forum delle Associazioni Familiari di Reggio Calabria, che ha evidenziato il ruolo fondamentale della famiglia come primo luogo educativo, spazio di dialogo e punto di riferimento affettivo indispensabile nella crescita dei ragazzi.
La dott.ssa Megali ha inoltre sottolineato come le famiglie abbiano oggi bisogno di essere sostenute nel loro compito educativo attraverso reti di prossimità, collaborazione tra scuola e territorio e percorsi condivisi capaci di contrastare l’isolamento relazionale che spesso coinvolge genitori e figli.
Il dott. Gianni Trudu, psicologo, ha invece analizzato gli aspetti emotivi e relazionali legati alla costruzione dell’identità nell’epoca digitale, soffermandosi sulle conseguenze psicologiche della continua esposizione ai modelli proposti dal web e sulla difficoltà di molti giovani nel distinguere tra immagine virtuale e autenticità personale.
Nel suo intervento ha spiegato come la continua ricerca di approvazione online possa incidere sull’autostima e sulla percezione di sé, generando ansia, senso di inadeguatezza e fragilità emotiva. Ha inoltre evidenziato l’urgenza di restituire ai giovani spazi autentici di relazione, ascolto e confronto reale.
A moderare l’incontro è stato il prof. Vincenzo Malacrinò, che ha guidato con equilibrio e sensibilità il confronto tra relatori e pubblico, favorendo momenti di dialogo e approfondimento molto partecipati.
Nel corso del convegno è emersa con chiarezza la necessità di costruire vere alleanze educative tra famiglie, scuola, istituzioni, associazioni e comunità ecclesiale, nella consapevolezza che il disagio giovanile non possa essere affrontato in maniera isolata, ma richieda una risposta condivisa, concreta e continuativa.
Particolarmente significativo è stato il messaggio finale emerso dall’incontro: dietro la ricerca di visibilità, approvazione e consenso virtuale si nasconde spesso il bisogno autentico di relazioni vere, ascolto, riconoscimento e senso. Un bisogno che interpella l’intera società e che richiede la capacità di restituire centralità alla persona e alla dimensione umana delle relazioni.
L’evento è stato sostenuto anche da Termocasa Srl – Clima, Ambiente ed Energia, azienda che ha scelto di condividere e sostenere concretamente i valori educativi, sociali e comunitari dell’iniziativa, offrendo ai partecipanti un segno tangibile di vicinanza al territorio e alle famiglie.
Il convegno ha rappresentato un importante momento culturale e sociale per l’intero territorio reggino, riaffermando l’urgenza di investire sulle nuove generazioni, sull’ascolto delle fragilità giovanili e sulla costruzione di comunità educanti capaci di accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita personale, relazionale e sociale.
