Ascoltare uno scrittore raccontare il proprio libro ha un fascino particolare. Sembra quasi di vedere le pagine bianche riempirsi dei pensieri, delle storie. E prendere vita. Forma. Diventare letteratura. Lunedì 11 maggio, alle 18, la Biblioteca “Stefano Rodotà” del Liceo classico Telesio di Cosenza accoglie Matteo Nucci per “Platone una storia d’amore” (Feltrinelli). Dialogano con l’autore il magistrato Alfredo Cosenza e la professoressa Rosanna Tedesco. Ancora un’occasione per i tanti appassionati della narrativa contemporanea nazionale.
Il porto del Pireo, 415 a.C.
Il Pireo è il cuore della potenza navale ateniese. Tre porti naturali: Kantharos per il commercio, Zea e Munichia per le navi da guerra. In un mattino d’estate del 415 a.C., un ragazzo di dodici anni dallo sguardo febbrile è appollaiato su un masso.
Il canto delle cicale copre il brusio della folla. Si chiama Aristocle. Tra pochi anni, per via delle ampie spalle, tutti lo chiameranno Platone.
Matteo Nucci ha ricostruito la vita di Platone dalla nascita alla maturità. Un bambino timido e facile all’ira. Che soffre per la morte prematura del padre. Una madre onnipresente lo domina. La sorella lo accompagna nel mondo senza darlo a vedere.
Il ragazzo osserva le vicende di Atene con occhi onnivori. Assiste alla sconfitta contro Sparta. Gli zii lo invitano a partecipare a un’operazione politica sanguinaria. Resiste. Ha incontrato Socrate, l’uomo più strano di Atene. Con lui si consegna alla filosofia.
Quando Socrate viene condannato a morte, Platone parte verso Cirene e l’Egitto. Cerca la sua strada. Sarà retta e tortuosa insieme…
L’amore come motore dell’anima
A segnare la vita di Platone è l’eros. L’amore sensuale vissuto con ragazzi lascivi e uomini dalla mente brillante. La passione sublime, il motore più potente dell’animo umano.
Matteo Nucci ha lavorato per anni a questo romanzo. Studio. Ossessione. Pagina dopo pagina. Ne esce il ritratto di un uomo sempre in lotta per realizzare giustizia e felicità. Un “atleta dell’anima” che attraversa dolori, fallimenti, amori.
“Platone una storia d’amore” è nella Decina del Premio Sila e nella dozzina del Premio Strega.
Un presidio culturale
Il Premio Sila ’49 è il più antico premio letterario del Sud Italia. Settantasette anni di storia che hanno portato a Cosenza la grande letteratura italiana. Da Ignazio Silone a Leonardo Sciascia, da Giorgio Bassani a Giuseppe Pontiggia. Oggi, il Sila continua a rappresentare un vero e proprio presidio culturale. La Decina 2026 porta nelle librerie di Cosenza – e non solo – il meglio della narrativa contemporanea. Scrittori che incontrano i lettori. Che dialogano con il pubblico.
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LA SCHEDA DEL LIBRO
Matteo Nucci – Platone una storia d’amore – Feltrinelli
È un mattino d’estate del 415 a.C. e su un masso che sporge sopra il porto del Pireo sono appollaiati quattro ragazzini. Il canto delle cicale copre il brusio della folla. C’è aria di festa, ma la guerra incombe, e i quattro tacciono, assorti. Tra loro c’è un dodicenne dallo sguardo febbrile. Si chiama Aristocle e, cinque anni più tardi, per via delle ampie spalle, prenderà un nome destinato all’eternità: Platone. Accanto a lui, in quel mattino decisivo, l’uomo che ne racconta la storia. Questa storia. Una storia d’amore. È un romanzo di verità, quello che avete in mano. Un romanzo che per la prima volta ripercorre la vita del più grande filosofo di sempre. Bambino timido e facile all’ira, all’inizio. Sofferente per la morte prematura del padre, dominato da una madre onnipresente, e accudito da una sorella che lo accompagna nel mondo senza darlo a vedere, il ragazzo scruta le vicende del suo tempo con occhi onnivori e assiste attonito alla sconfitta di Atene contro Sparta. Gli zii lo invitano a partecipare a un’operazione politica sanguinaria, ma resiste. Ha conosciuto Socrate, infatti, l’uomo più strano di Atene, e con lui si consegna alla filosofia. La filosofia però non basta, Socrate viene condannato a morte. Platone allora parte verso Cirene e l’Egitto per trovare la sua strada. Sarà una strada retta e tortuosa assieme. Ciò che la segna, tuttavia, è l’eros, l’amore sensuale vissuto con ragazzi lascivi e uomini dalla mente brillante, e l’amore totalizzante, la passione sublime, il motore più potente dell’animo umano. Con il suo stile inconfondibile, Matteo Nucci ci regala un romanzo fuori dal tempo, frutto di anni di studio e di sana ossessione, con cui riesce a farci superare di nuovo la linea d’ombra della letteratura, rendendo la nostra esperienza di lettori un capitolo di vita epico, erotico, illuminante. Scopriamo in Platone un uomo sempre in lotta per realizzare giustizia e felicità, un “atleta dell’anima”. Seguendone dolori, fallimenti e amori, alla fine di questa lettura travolgente, ci ritroveremo diversi: cambiati nel profondo da uno scrittore filosofico capace di sfidare ogni luogo comune pur di dare a noi la possibilità di rimettere sempre in gioco il nostro modo di vivere il tempo che ci è concesso. Amare sempre, per sempre. Lottare per la giustizia con tutto l’amore che c’è. Di Due Uno. Terra e Cielo. Non c’è altro da fare.
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LA BIOGRAFIA DELL’AUTORE
Matteo Nucci
Nato a Roma nel 1970, è scrittore e studioso di filosofia antica. Ha pubblicato saggi dedicati a Empedocle e Platone e ha curato per Einaudi una nuova edizione del Simposio di Platone (2009). Collabora con diverse testate giornalistiche, tra cui Il Venerdì, la Repubblica XL e Il Messaggero. Suoi racconti sono apparsi su riviste letterarie come Il Caffè Illustrato e Nuovi Argomenti. Il suo romanzo d’esordio, “Sono comuni le cose degli amici” (Ponte alle Grazie, 2009), è stato finalista al Premio Strega 2010. Tra i suoi libri più recenti “Il grido di Pan” (Einaudi, 2023) e “Platone. Una storia d’amore” (Feltrinelli, 2025), nella dozzina del Premio Strega 2026.
