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Il Parco Nazionale della Sila laboratorio all’aperto (Living Lab)

Nella giornata del 7 maggio 2026 è iniziata la visita nel Parco Nazionale della Sila, del gruppo scientifico del “Living Lab Sila”, laboratorio di innovazione scientifica per le buone pratiche di gestione forestale sostenibile, istituito nell’ambito del progetto europeo Horizon Europe FORBEST – Safeguarding Carbon and Biodiversity across European Forest Ecosystems through Multi-actor Innovation (https://www.forbestproject.eu/).

Il progetto del Living Lab era stato presentato nel febbraio scorso, da un incontro tecnico-scientifico tenutosi presso la sede del Parco Nazionale della Sila, alla presenza del Commissario e del Direttore del Parco, del Comandante del Raggruppamento Biodiversità del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari (CUFAA), del Vicepresidente e Coordinatore della  Sezione sud dell’Accademia Italiana di Scienze Forestali e dei docenti del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell’Università degli Studi della Tuscia, cui è affidato il coordinamento scientifico dell’iniziativa in collaborazione con il CUFAA.

I Living Labs rappresentano ambienti di innovazione aperta nei quali ricerca scientifica, sperimentazione applicata e coinvolgimento degli stakeholder del settore forestale e ambientale si confrontano in contesti territoriali reali, in questo caso un Parco nazionale, alla ricerca di soluzioni capaci di coniugare la conservazione della natura con la valorizzazione delle risorse forestali. Questo approccio consente di integrare conoscenze scientifiche, competenze gestionali e fabbisogni locali, favorendo una governance forestale fondata su un approccio scientifico in cui i monitoraggi assumono un ruolo chiave nel determinare l’efficacia delle linee programmatiche di indirizzo e gestione in un processo aperto e condiviso con i portatori di interesse.

Il Living Lab Sila è uno dei sei laboratori attivati nell’ambito di una rete internazionale che comprende casi di studio in Ungheria, Repubblica Ceca, Romania, Finlandia e Thailandia. Nello specifico si configura come uno spazio di collaborazione tra istituzioni scientifiche, Enti e comunità locali del territorio per sviluppare e validare soluzioni innovative finalizzate alla protezione della biodiversità e degli stock di carbonio forestale nelle riserve integrali, e al ripristino ecologico e ad un uso pianificato delle risorse forestali nelle altre zone del Parco.

Il Parco Nazionale della Sila diventa così un laboratorio vivente dove studiare la biodiversità e sperimentare sul campo strumenti e pratiche di gestione innovativi per la sua conservazione. In particolare nella Riserva Naturale Biogenetica Gariglione -Pisarello e in altri boschi della Riserva MAB Sila verranno condotti studi e monitoraggi sulla biodiversità sia della faggeta vetusta sia dei boschi misti con abete bianco sotto il coordinamento del Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell’Università della Tuscia in stretta collaborazione con i Carabinieri Forestali e l’Ente Parco. Il progetto FORbEST, della durata di quattro anni, punta a costruire una rete europea per la tutela della biodiversità nelle foreste e la mitigazione climatica, favorendo al contempo l’adattamento climatico e il coinvolgimento attivo dei cittadini.

Il Direttore del Parco, l’architetto Ilario Treccosti, nell’accogliere il gruppo di ricercatori, provenienti da differenti università dei Paesi europei ha dichiarato “questa iniziativa conferma il ruolo di primo piano nel quadro nazionale e internazionale del Parco Nazionale della Sila come hub di ricerca forestale, conservazione della biodiversità e sviluppo di strumenti innovativi per la gestione sostenibile delle aree protette”.

Il Living Lab Sila avrà l’obiettivo di elaborare modelli di pianificazione e gestione del territorio replicabili in altri contesti e coerenti con gli obiettivi internazionali di sviluppo sostenibile.

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