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Viabilità, Catalano (Reggio Futura): “Serve un Piano Integrato tra Comuni, Città Metropolitana e territori dell’entroterra”

La viabilità dell’area metropolitana di Reggio Calabria non può più essere affrontata con interventi isolati, frammentati e limitati ai confini amministrativi dei singoli Comuni.

Le strade non finiscono dove termina il territorio di un Comune: servono persone, famiglie, studenti, lavoratori, imprese, servizi, frazioni, periferie, centri urbani e comunità dell’entroterra.

Per questo è necessario avviare una nuova visione della mobilità dell’intero territorio metropolitano: un Piano di Viabilità Metropolitana Integrata, costruito attraverso la collaborazione tra Comune di Reggio Calabria, Città Metropolitana e Comuni limitrofi.

Oggi molti fondi europei, statali e regionali destinati alla viabilità vengono spesso utilizzati esclusivamente all’interno del territorio del singolo Comune. Questa impostazione, pur rispettando i confini amministrativi, rischia però di produrre interventi poco coordinati, non collegati tra loro e non sempre capaci di risolvere i reali problemi di mobilità dei cittadini.

La proposta parte da un principio semplice: i confini amministrativi non possono essere l’unico criterio per programmare la viabilità. Bisogna guardare ai collegamenti reali tra le comunità: entroterra, periferie, frazioni e centro urbano.

Quando una strada serve più comunità, deve poter essere programmata come opera di interesse comune. Ogni Comune deve poter avanzare proposte progettuali quando esiste un interesse concreto, collettivo e condiviso.

Questo significa consentire ai Comuni dell’entroterra e ai Comuni limitrofi, attraverso accordi istituzionali con Reggio Calabria, la Città Metropolitana e gli enti competenti, di contribuire alla progettazione e alla realizzazione di interventi anche su tratti viari che attraversano altri territori, quando quei collegamenti sono necessari per migliorare l’accessibilità complessiva.

Non si tratta di togliere competenze a qualcuno, ma di costruire un sistema di collaborazione amministrativa capace di mettere insieme risorse, progettazione e responsabilità pubbliche.

Molte strade oggi trascurate nelle periferie e nelle frazioni di Reggio Calabria non sono semplicemente vie periferiche, ma direttrici fondamentali che collegano l’entroterra alla città. Inserirle in una programmazione condivisa significherebbe valorizzare le periferie come parti strategiche di una rete viaria metropolitana.

Un Comune collinare o montano, ad esempio, potrebbe avere interesse a migliorare il collegamento verso Reggio Calabria. Se quel collegamento attraversa anche frazioni o periferie reggine, un intervento condiviso produrrebbe benefici multipli: migliore accessibilità, riqualificazione delle strade e maggiore funzionalità dei collegamenti urbani.

È questo il cuore della proposta: non spendere fondi pubblici in modo isolato, ma trasformarli in connessioni reali tra territori.

Esempi concreti lo dimostrano chiaramente: la direttrice Motta San Giovanni – Trunca – Valanidi – Reggio Calabria, oppure Calanna – Rosalì – Catona – Reggio Calabria, o ancora i collegamenti verso Gambarie e l’Aspromonte. In tutti questi casi si tratta di infrastrutture che non riguardano un solo Comune, ma un’intera area funzionale.

Una strada può trovarsi fisicamente in un territorio, ma servire quotidianamente cittadini di territori diversi.

Serve quindi una nuova impostazione: non centro contro periferie, non Comune contro Comune, ma una rete unica in cui ogni intervento genera vantaggi condivisi.

Il Comune di Reggio Calabria, la Città Metropolitana e i Comuni dell’entroterra devono poter programmare insieme le opere strategiche, individuando le direttrici prioritarie e utilizzando in modo più efficace i fondi europei, statali e regionali.

In questo modello anche un singolo Comune, quando esiste un interesse concreto e un beneficio diffuso, può farsi promotore di una proposta progettuale condivisa.

I benefici sarebbero evidenti per tutti: periferie e frazioni valorizzate, Comuni interni meglio collegati, programmazione più ordinata, fondi pubblici più efficientemente utilizzati e cittadini con infrastrutture più sicure e funzionali.

Questa proposta non sostituisce il ruolo della Città Metropolitana, ma lo rafforza attraverso una collaborazione più concreta tra enti. La Città Metropolitana resta il punto di coordinamento, ma i Comuni devono poter partecipare attivamente alla progettazione delle infrastrutture di interesse comune.

La sfida è passare da una viabilità amministrativa a una viabilità funzionale: non basta sapere dove passa una strada, bisogna capire chi serve e quali territori collega.

Oggi chi ha maggiore interesse alla realizzazione di un collegamento spesso non ha strumenti diretti per intervenire, mentre chi ha la competenza formale non sempre riesce a rispondere rapidamente alle esigenze del territorio.

La proposta mira proprio a superare questa rigidità, creando strumenti condivisi di progettazione e utilizzo dei finanziamenti.

Se un Comune dell’entroterra ha interesse a collegarsi meglio con Reggio Calabria, e se quel collegamento attraversa frazioni o periferie, deve poter partecipare alla soluzione attraverso accordi chiari e istituzionali.

In questo modo i fondi pubblici tornerebbero alla loro funzione originaria: migliorare la mobilità, collegare i territori e rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini.

Reggio Calabria deve avere il coraggio di promuovere questa visione: una città metropolitana lo è non solo nel nome, ma nella capacità di integrare centro, periferie, frazioni ed entroterra.

Per questo si propone l’avvio di un Piano di Viabilità Metropolitana Integrata, fondato su accordi istituzionali, progettazione condivisa e utilizzo coordinato delle risorse disponibili.

Una proposta concreta, realizzabile e utile all’intero territorio.

Perché le strade non devono dividere i Comuni: devono collegare le comunità”.

Così Luigi Catalano, candidato al Consiglio comunale di Reggio Calabria con “Reggio Futura”.

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