La lista Opportunità Innovazione Connessione, candidata alle prossime elezioni per il rinnovo
del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cosenza, si è presentata
ufficialmente nel corso di una riunione allargata aperta a tutti i colleghi professionisti, alla presenza
di amici e sostenitori, contando più di un centinaio di partecipanti.
Ad aprire l’incontro è stato l’Ing. Carmine Pastore, referente dell’area di Castrovillari e del
Pollino, che ha lanciato una proposta tanto semplice quanto significativa: «Mettere ordine in
quest’Ordine», avendolo sempre percepito come distante, sia sul piano geografico sia rispetto alle
attività e ai bisogni quotidiani degli iscritti. Un’impressione condivisa anche da chi opera in settori
specifici e particolarmente delicati, come quello sanitario. L’Ing. Cristina Capristo, dipendente
dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza e in servizio presso la UOS di Ingegneria Clinica, ha
confermato infatti la sensazione di essere rappresentata da un organo spesso poco vicino alle diverse
realtà professionali presenti sul territorio.
Nel prosieguo del confronto, l’Ing. Gerardo Nicoletti ha sottolineato il valore della pluralità
emersa nel corso dell’incontro, evidenziando come dalla diversità delle proposte nascano confronto
autentico, partecipazione e contenuti utili per costruire una visione più ampia dell’Ordine.
Sulla stessa linea si è collocato l’intervento dell’Ing. Marianna Milillo, che ha indicato
nell’eterogeneità del gruppo (composto da liberi professionisti, dipendenti pubblici e imprenditori)
uno dei principali punti di forza della lista. Proprio questa composizione, secondo Milillo, consente
di comprendere più a fondo ciò di cui gli iscritti hanno realmente bisogno e il ruolo che l’Ordine
può e deve svolgere nei loro confronti.
La nascita della lista ha suscitato interesse e coinvolgimento anche nell’Ing. Verdiana Farace,
dichiarando con sincerità di essersi sentita fino a oggi una presenza passiva rispetto alla vita
ordinistica. A convincerla è stato l’approccio inclusivo del gruppo, capace di trasmettere l’idea che
non si possa più delegare tutto: «Spesso lasciamo fare agli altri, ma in realtà possiamo fare tanto
anche noi».
Tra i rappresentanti più giovani sono intervenute anche l’Ing. Alessia Viscardi, pronta a offrire il
proprio contributo alla riorganizzazione di una realtà finora percepita come distante ma
potenzialmente centrale per lo sviluppo professionale degli ingegneri, e l’Ing. Federica Furiato,
che ha espresso la volontà di partire dai problemi concreti della professione, suoi e dei colleghi con
cui si sta confrontando in questi giorni.
L’Ing. Giuseppe Chiappetta ha rimarcato l’importanza di incontri pubblici come questo,
ritenendoli fondamentali per ricostruire un senso di appartenenza che, a suo giudizio, oggi manca.
Tra le priorità programmatiche da lui richiamate figurano l’ampliamento della base degli iscritti, un
coinvolgimento più incisivo dell’Università e una maggiore apertura dell’Ordine verso l’esterno. Su
questo ultimo punto si è soffermato anche l’Ing. Salvatore Carnevale, secondo cui «l’Ordine
deve essere aperto agli iscritti e presente sul territorio», anche attraverso eventi gratuiti e momenti
di confronto accessibili. Carnevale ha inoltre richiamato l’esigenza di riservare più attenzione e
visibilità ai nuovi membri.
Tra i primi a impegnarsi per la costruzione di una lista alternativa al nuovo Consiglio vi è stato
l’Ing. Giorgio Miceli, oggi amministratore di società ma con un passato da libero professionista.
Miceli ha raccontato di essere partito da una domanda precisa: «Perché deve candidarsi una sola
lista?», tanto più se composta in larga parte da membri del Consiglio uscente, il quale a suo giudizio
non ha garantito un funzionamento adeguato dell’Ordine. Da qui la convinzione che la nuova
proposta possa rappresentare l’intera provincia, soprattutto perché sostenuta da un numero
importante di colleghi.
Pure l’Ing. Luigi Borrelli, iscritto all’Albo B, ha spiegato di essere stato convinto ad aderire al
progetto dal suo carattere apolitico. A suo avviso, l’Ordine non deve alzare bandiere, ma fondarsi
sulle competenze e sui diversi ruoli professionali dei suoi membri.
Secondo l’Ing. Eugenio Muto, il gruppo può «dare molta luce all’Ordine» grazie al livello di
competenza e professionalità che esprime. Muto ha inoltre sottolineato il valore della formazione,
indicando come centrale un ulteriore avvicinamento all’Università della Calabria e un
potenziamento delle opportunità di tirocinio per attrarre più giovani.
La lista Opportunità Innovazione Connessione annovera anche un componente del Consiglio
uscente: l’Ing. Roberta Straface, che ha manifestato con entusiasmo la volontà di rappresentare
l’intera categoria e di contribuire a una fase nuova per l’Ordine.
La sua presenza è stata particolarmente apprezzata dall’Ing. Alfredo Conforti, il quale ha
rivendicato la necessità di andare in controtendenza rispetto alla linea seguita finora, partendo
proprio dai contenuti del programma, vero punto di unione della lista. «La sfida è un termine che
accetto, e la stiamo affrontando sui contenuti», ha dichiarato. Per Conforti è fondamentale sottrarsi
a imposizioni e respingere atteggiamenti escludenti, che vengono proposti da alcuni consiglieri
uscenti oggi ricandidati. Ha inoltre criticato una deriva dove gli ingegneri sono ridotti a meri
numeri, costantemente chiamati a rincorrere crediti formativi, mentre l’Ordine dovrebbe invece
garantire anche riconoscimento sociale, oltre che professionale, preservando la propria
autorevolezza.
A chiudere è stato l’Ing. Michele Leone, indicato come futuro Presidente dalla lista, il quale ha
rivendicato con orgoglio il risultato già raggiunto dal gruppo: «In queste elezioni abbiamo già vinto
due volte e contro tutti i pronostici: vinceremo il 6 e il 7 maggio (n.d.r. giornate di voto) e abbiamo
vinto anche perché abbiamo garantito ai nostri colleghi e colleghe la possibilità di esprimere una
voce diversa». Un’affermazione che riassume bene l’impostazione della lista: un progetto nato dal
confronto, dalla pluralità e dalla volontà di costruire un Ordine più aperto, apolitico, meno
appesantito dalla burocrazia e vicino ai territori e agli iscritti.
Nel suo intervento, Leone ha posto al centro innanzitutto il tema della trasparenza, indicando come
priorità la valorizzazione chiara e accessibile delle competenze degli iscritti, così da superare
logiche di chiusura, cerchie ristrette e meccanismi poco meritocratici. Accanto a questo, ha insistito
sulla necessità di rafforzare la vicinanza ai territori, attraverso una presenza più concreta e diffusa
dell’Ordine in tutta la provincia, con seminari, workshop, momenti di confronto e punti di
riferimento capaci di rappresentare realmente tutti gli ingegneri cosentini, e non soltanto l’area
urbana principale.
Un altro asse centrale del suo intervento ha riguardato l’innovazione, intesa sia come
modernizzazione dei servizi sia come nuova modalità di relazione con iscritti e istituzioni. In questa
prospettiva rientrano il dialogo più stretto con Comuni e Pubblica Amministrazione,
l’organizzazione di corsi in modalità mista (in presenza e online) e l’adozione di strumenti più attuali per la formazione, la partecipazione e la diffusione delle opportunità professionali. Leone ha
inoltre richiamato con forza il tema del rilancio della Fondazione Mediterranea per l’Ingegneria,
organismo nato per erogare servizi a favore della categoria e oggi da riportare al
centro della vita ordinistica. Dal suo statuto emerge infatti una missione molto ampia: corsi e scuole
di perfezionamento, attività editoriali e di comunicazione, eventi, banche dati, rapporti con
Università ed enti di ricerca, master, borse di studio, tirocini, servizi di supporto ai
professionisti, monitoraggio del mercato, assistenza fiscale, certificazione delle competenze,
promozione della deontologia e collaborazione con enti pubblici e privati. In questa direzione, la
Fondazione può diventare uno strumento decisivo per tradurre in azioni concrete il programma della
lista, rendendo l’Ordine più utile, moderno e vicino ai bisogni reali degli iscritti.
Nel finale, il candidato ha ribadito il valore del fare rete e dell’agire insieme, sottolineando il
coinvolgimento di giovani e neoiscritti in questa nuova fase. Quindi il messaggio conclusivo, netto
anche sul piano elettorale: “Il voto è del progetto”, ha affermato Leone, invitando a sostenere
l’intera squadra e dunque a votare tutti e 15 i candidati della lista.
Dal pubblico sono giunti sostegno e auguri sinceri, ma anche ulteriori spunti di riflessione.
L’Ing. Emilio Morelli ha evidenziato come dal confronto emerga chiaramente una criticità:
l’Ordine non riesce ancora a coinvolgere adeguatamente chi non esercita la libera professione. Da
qui la necessità di raggiungere davvero tutti, a partire da una comunicazione più efficace su aspetti
essenziali, come la stessa convocazione elettorale.
L’Ing. Salvatore Lamirata ha osservato che, in presenza di una sola lista, verrebbe meno il
principio stesso della scelta. Ha quindi richiamato il tema del recupero della dignità e del ruolo
dell’ingegnere come figura centrale per il territorio e per la società, sottolineando che, per vincere
davvero, è necessario coinvolgere anche chi oggi non partecipa alla vita ordinistica.
L’Ing. Maria Pia Funaro ha apprezzato in particolare l’eterogeneità della squadra, ritenendo al
tempo stesso inopportuno che chi svolge attività politica entri in competizioni di questo tipo, tra cui
lei stessa. Funaro, infatti, ha scelto di non candidarsi proprio per evitare possibili
strumentalizzazioni, ribadendo invece il proprio sostegno a un progetto pluralista e ricordando il
peso che l’Ordine di Cosenza esercita sull’intero contesto regionale. A suo giudizio, la presenza di
una sola lista esprimerebbe un assetto precostituito che non genera entusiasmo; al contrario, ha
apprezzato il coraggio di proporre un’alternativa, considerandola una fonte di rinnovata
motivazione.
Anche l’Ing. Antonio Gallo ha espresso apprezzamento per la nascita spontanea e disinteressata del
progetto, soffermandosi in particolare su alcuni punti del programma, tra cui l’apertura al mondo
universitario, l’attenzione alle nuove professioni che emergeranno in futuro e l’esigenza di ampliare
gli ambiti della formazione tramite l’utilizzo di tutti gli strumenti disponibili.
L’Ing. Raffaele Cosenza, oggi impiegato nella Pubblica Amministrazione ma per quindici anni
libero professionista, ha ricordato di aver frequentato assiduamente l’Ordine in passato, salvo poi
allontanarsene osservandolo da una prospettiva diversa. Secondo la sua testimonianza, spesso chi si
candidava lo faceva per vantaggi personali e professionali. Per questo, ha detto di apprezzare
soprattutto la disponibilità del gruppo a mettersi in discussione e ha invitato la lista a presentarsi
come alternativa credibile, propositiva e capace di diventare indispensabile per il territorio, sempre
riferendosi ai punti programmatici stilati insieme.
Infine, l’Ing. Luigi Zinno ha richiamato l’attenzione sul tema centrale e differenziante della
campagna: la lista, a suo giudizio, rappresenta sensazioni, idee e necessità reali e nate dal basso. Ha
ricordato come un tempo gli ingegneri fossero consultati con maggiore autorevolezza dalla società e
ha sottolineato che oggi esiste l’occasione di costruire qualcosa di nuovo. Per Zinno, la differenza
sta anche nella possibilità di riportare nell’Ordine figure universitarie di alto profilo per il valore che
possono dare all’istituzione, e non per logiche esterne, e nella volontà di valorizzare le eccellenze
della provincia, anche nei campi più avanzati e attuali, come l’intelligenza artificiale.
Le votazioni si terranno il 6 e 7 maggio in modalità online tramite PEC. Due o tre giorni prima del
voto verrà inviato un link via mail per accedere alla piattaforma di voto. Poiché l’ordine dei
nominativi potrebbe non coincidere con quello della lista, è stato raccomandato agli iscritti di
verificare con precisione tutti i nomi dei candidati.
