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Ospedale di Catanzaro, Puzzonia: “Servono tecnologie, non nuovi muri”

“Da molto tempo ormai abbiamo espresso sugli organi di informazione e, grazie all’impegno di Enzo Bruno, anche nel Consiglio regionale della Calabria, l’opinione sulla “vexata quaestio” di un nuovo Ospedale di Catanzaro. Abbiamo sostenuto che non di un nuovo ospedale a Catanzaro hanno bisogno la città e la Regione ma di un Ospedale nuovo cioè particolarmente qualificato sul piano tecnologico, professionale e alberghiero. Ricordiamo a tale proposito che l’AOU è ancora priva di un robot di cui si è dotato anche il vicino ospedale di Lamezia. Ciò significa che poche misure edilizie sono necessarie (un PS a Germaneto, alcune ristrutturazioni al Pugliese, un settore chirurgico al Ciaccio) e che tutte le risorse economiche (che peraltro non conosciamo) vanno impiegate in tecnologia e non in mattoni e cemento. Sostanzialmente di questa stessa opinione si è dichiarato qualche esponente politico e non più di un paio di settimane fa la vicesindaca di Catanzaro Iemma. Abbiamo particolarmente apprezzato tale intervento particolarmente importante stante il continuo silenzio dell’Amministrazione comunale più volte sollecitata dallo stesso Presidente Occhiuto. Nei giorni seguenti alle dichiarazioni di Iemma ha replicato il segretario provinciale del suo partito che accettava il principio di salvaguardia del Pugliese Ciaccio ma riteneva indispensabile anche un intervento edilizio a Germaneto. Questo intervento avrebbe un senso se si volesse portare la capacità di degenza dell’AOU sopra i mille posti letto, eventualità del tutto inutile, e praticabile soltanto a discapito degli interventi ben più importanti in tecnologie. Con grande amarezza abbiamo constatato nei giorni scorsi che la vicesindaca si è rapidamente allineata alle posizioni del Segretario provinciale.
L’inevitabile conclusione alla quale non possiamo sfuggire è che anche chi è convinto dell’importanza del Pugliese Ciaccio non riesce a propria volta a sfuggire alle pressioni dei “palazzinari” catanzaresi e forse di certi settori accademici facendo scelte i cui risultati positivi (ammesso che ce ne possano essere) si vedrebbero solo tra diversi anni mentre la sanità ospedaliera catanzarese sembra destinata al “Viale del tramonto”.
Per Catanzaro rimane valida l’idea di un Centro prevalente di elezione e quindi anche con un PS limitato a Germaneto, un Centro di gestione dell’emergenza in un Pugliese potenziato e di un Centro specialistico Oncologico completato da un settore chirurgico, all’ospedale Ciaccio.
Davvero “Tutto il resto è noia”.

Così Lino Puzzonia, già Direttore sanitario aziendale dell’AO Pugliese Ciaccio

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