“Sono amareggiato e non posso nasconderlo. Questa mattina avevo in mente di parlare di tutt’altro, mai avrei pensato di dover intervenire per commentare ciò che sta avvenendo attorno a questa amministrazione e a questo palazzo. Tutto ciò a cui stiamo assistendo è un qualcosa che lascia basiti; lo dico da uomo delle istituzioni e da uomo che crede nella correttezza di chi ci circonda e dovrebbe essere beneficiario ultimo del nostro lavoro, di chi frequenta ogni giorno quest’aula, come consiglieri e assessori, dei cittadini-utenti. Resto basito come tutti coloro che in queste ore hanno espresso solidarietà al caro Andrea Nocita. Al di là di ciò che può essere l’atto, un atto vile, bisogna riflettere sulla violenza di un’aggressione nei confronti di un padre di famiglia e marito, di una persona che svolge qui il suo lavoro e che stava tornando a casa. Sappiamo bene chi è Andrea Nocita, che uomo e professionista e persona integerrima sia, di una nobiltà d’animo eccezionale, di grande correttezza in tutto ciò che fa e dice, e allora, ancor di più, viene da chiedersi: cosa sta succedendo?
A un certo punto non si può non domandarselo, perché questo è l’ennesimo evento criminoso nei confronti di una persona che svolge il suo ruolo correttamente e applica le regole democratiche. Io non riesco a capacitarmene, perché amo troppo questa città, ed amandola ne soffro nell’assistere a certe situazioni, dove c’è sempre qualcuno che vuole anteporre alle azioni democratiche e civili cose che non hanno niente di civile. E siccome la amo, questa città, io mi chiedo: prima il presidente del consiglio Iannello, prima ancora il marito di una nostra consigliera, poi la dirigente Santoro, e oggi Andrea. Ecco, oggi io chiedo a tutte le forze sane di questa città, alle istituzioni civili, militari, aiutateci a fare chiarezza, per capire se c’è un filo conduttore in tutto ciò, se è un fatto derivante dalla nostra azione che può essere fastidiosa per chi non riesce ad assoggettarsi alle regole. Non posso non notare che questa amministrazione ha fatto un turnover, tra l’altro previsto dalla legge: è un’ipotesi anche questa, qualcosa che mi provoca dispiacere e amarezza.
Ma io invito tutti a continuare a credere in questa città, una città che non deve stare sui giornali per fatti di cronaca nera e violenza. Sono convinto che Vibo Valentia merita di più, e ribadisco una richiesta a tutte le forze dell’ordine, alle autorità civili e militari: stateci vicino, ognuno faccia la sua parte. Dalla minoranza alla maggioranza, dal primo all’ultimo amministrativo e dirigente, continuiamo a stare insieme per una causa nobile: chiarire al più presto, per il bene di tutti. Sono preoccupato, ma al contempo la mia preoccupazione è affiancata da fermezza e sicurezza. Sono convinto che questi problemi li risolveremo, facendo in modo che correttezza, pace e rispetto continueranno ad essere il leitmotiv con cui proseguiremo a fare politica e amministrare”.
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Vibo Valentia, intervento del sindaco Romeo in apertura dei lavori del Consiglio comunale odierno
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