di Simone Carullo - Nel periodo delle illustri dipartite se ne va, all'età di 87 anni, anche Ugo Vetere, un altro pezzo di storia italiana. Nato nel 1924 a Reggio Calabria da famiglia di origini cosentine, sindacalista e poi, nel 1981, sindaco di Roma a capo di una "giunta rossa", è quello che si può definire un comunista d'altri tempi. "Sono il sindaco di chi mi ha votato, di chi non mi ha votato e di chi mi ha votato contro", così usava definirsi in occasione delle visite istituzionali. Le origini reggine di Vetere vengono ricordate anche da Walter Veltroni, anch'egli, molti anni dopo, sindaco della Capitale: "E' stato un sindaco importante della città in anni difficili, un uomo generoso, la sua morte mi addolora. Non era nato a Roma, veniva dalla Calabria ma era profondamente innamorato di questa città, fin dagli anni in cui, alla scuola dell'esercito lui figlio di un ufficiale, aveva fatto le sue scelte contro il fascismo e per la Resistenza. Aveva combattuto da soldato risalendo al Nord, era poi stato tra i dirigenti della Cgil del pubblico impiego e quindi un amministratore. Schietto e irruento e insieme serissimo e appassionato. Con la morte di Petroselli la scelta del sindaco cadde su di lui e seppe proseguire il lavoro delle giunte di sinistra guardando soprattutto alle periferie, al risanamento delle borgate, a quel cambio radicale di Roma, fuori dagli anni della speculazione verso una riqualificazione".
Formatosi durante la Resistenza nei gruppi operanti sotto il comando del colonnello Montezemolo, all'indomani della liberazione di Roma parte con il CLN verso il Nord, Vetere tornerà nella Capitale alla fine della guerra con il grado di caporale maggiore. La sua attività politica inizia all'insegno dell'impegno sindacale al fianco dei lavoratori nella rinata CGIL, è tra i giovani preferiti da Giuseppe Di Vittorio, sono gli anni della riforma agraria e della legislazione Gullo, la quale aveva l'intento di spezzare gli equilibri esistenti nei rapporti di classe del Meridione rurale. Nella CGIL Vetere arriva a ricoprire il ruolo di segretario nazionale, il passo successivo – quasi conseguenziale - è l'impegno in seno al PCI. Nel 1972 è eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati nella circoscrizione di Roma. Nel 1976 il PCI ottiene la maggioranza al comune di Roma e forma la prima giunta di sinistra guidata da Giulio Carlo Argan. Ugo Vetere è assessore al bilancio. Nell'ottobre del 1981, diviene egli stesso "primo cittadino". Il suo operato da sindaco si caratterizza per l'impegno, al fianco di Don Luigi Di Liegro, per i senza fissa dimora, e in continuità con i suoi predecessori si dedica all'opera di risanamento delle borgate romane, offre un importante impulso all'edilizia scolastica, alla costruzione di asili nido, alla creazione di una seconda Università a Roma ed all'ampliamento della Metropolitana.
E' rimasto nella memoria di tutti i romani come l'eroico sindaco che ha sventato il sequestro della scolaresca della scuola media "Ignazio Silone"; per questi fatti, nell'86, è stato insignito, dall'allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, della Medaglia d'Argento al Valore Civile. Nel 1987 è eletto senatore della X Legislatura tra le fila del PCI.