Siderno (RC), ex sindaco Ritorto indagato per corruzione elettorale. Chiusa indagine "Morsa sugli appalti"

ritortoriccardoIl sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, Antonio De Bernardo, ha chiuso le indagini nei confronti della cosca Commisso di Siderno, colpita, negli scorsi mesi, dall'indagine "Morsa sugli appalti". Il blitz scattò nel settembre 2014, allorquando furono tratti in arresto dalla Squadra Mobile boss e gregari dello storico clan della 'ndrangheta: Salvatore Aquino, Domenico Archinà, Rocco Carlo Archinà, Massimo Bevilacqua, Leonardo Capogreco, Tommaso Rocco Caracciolo, Vincenzo Cataldo, Giuseppe Cherubino, Antonio Coluccio, Antonio Commisso classe '90, Domenico Commisso, Giuseppe Commisso, alias "u mastru", Pietro Commisso, Antonio Cordì, Francesco Ferraro, Antonio Figliomeni, Antonio Filippone, Giuseppe Furfaro, Antonio Futia, Vincenzo Futia, Giuseppe Gallizzi, Antonio Pietro Ietto, Antonio Macrì (ex presidente del consiglio comunale di Siderno), Marco Macrì, Salvatore Macrì, Fortunato Monteleone La Rosa, Carmelo Muià, Nicola Nesci, Domenico Papandrea, Nicola Papandrea, D. P. [OMISSIS PER DIRITTO ALL'OBLIO], Daniele Raso, Domenico Richichi, Francesco Strati, Vincenzo Strati, Vincenzo Tavernese, Giuseppe Ursino, Mario Ursini e Antonio Ursino.

Secondo quanto riporta l'edizione odierna de "Il Garantista", l'avviso di conclusione indagini comprende anche l'ex sindaco di Siderno, Riccardo Ritorto, il cui nome spunterà nell'inchiesta "Falsa Politica", che porterà allo scioglimento del consiglio comunale di Siderno per infiltrazione mafiosa. Per l'ex sindaco l'accusa è di corruzione elettorale. Nel processo "Falsa politica" è stato condannato in primo grado l'ex consigliere regionale Cosimo Cherubino, che rimedierà 12 anni di reclusione.

Quanto all'indagine "Morsa sugli appalti", essa dimostrerà come ogni bando fosse, di fatto, nelle mani della 'ndrangheta, cui gli imprenditori dovevano versare una tangente compresa tra il 3 e il 5% dell'importo del lavoro.

Stando a quanto riportato da "Il Garantista", rimarrebbe ancora aperto il caso dell'estorsione subita dal sindaco di Villa San Giovanni, Roccco La Valle: questi, per poter continuare a lavorare nella Locride nel campo dello smaltimento dei rifiuti, avrebbe dovuto accettare la regole imposte dal boss Giuseppe Commisso, il "mastro" della 'ndrangheta.