Processo "Konta Korion": definitive le condanne sulla 'ndrangheta di Condofuri (RC)

roma cassazioneLa Corte di Cassazione ha reso definitive la maggior parte delle condanne nel processo "Konta Korion-Parola d'onore", scaturito da un'operazione contro la 'ndrangheta di Condofuri messa a segno nel 2010 dalla Dda reggina e che porterà allo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazione mafiosa. Confermate in gran parte le condanne emesse dalla Corte d'Appello di Reggio Calabria nel settembre 2013 nel troncone degli abbreviati All'esito di questo processo di secondo grado i giudici di Piazza Castello condannarono Francesco Bruzzese e Concetto Bruno Candito a otto anni di carcere, Carmelo Manti a sei anni e otto mesi; a Domenico Foti furono inflitti 7 anni e 4 mesi come Maurizio Iaria. Per Pasquale Caridi furono decisi 2 anni di reclusione con la sospensione della pena. Sette anni e quattro mesi ciascuno furono comminati per Giorgio Macrì e Lorenzo Fascì. sei mesi di reclusione infine furono decisi per nove imputati: Antonino Altomonte, Carmelo Modaffari (classe 1984), Raffaele Nucera, Francesco Ollio, Filippo Antonio Poerio, Pietro Poerio, Vincenzo Stilo e Giuseppe Vitale.

La Suprema Corte sancisce dunque l'esistenza dell'organizzazione mafiosa individuata dagli inquirenti a Condofuri, nell'area grecanica. La cosca avrebbe mantenuto solidi rapporti anche con le altre cosche della zona ionica reggina. Oltre agli interessi negli appalti e, in generale, nelle attività del Comune di Condofuri, emerse anche l'attività di taglieggiamento nei confronti dei commercianti del paese, nonché l'infiltrazione all'interno delle ditte, soprattutto con riferimento al settore del movimento terra.

Al cospetto di un'altra Corte d'Appello ritorneranno le posizioni di Pietro e Antonino Casili, condannanti in secondo grado a 6 anni e 8 mesi di detenzione. Per la Suprema Corte è stata accertata la loro responsabilità penale, ma occorre che i giudici di secondo grado calcolino uno nuova pena. Per Leo Romeo, condannato in Appello a 6 mesi di carcere, invece il processo partirà nuovamente poiché la sua posizione è stata annullata con rinvio. Tutti e tre gli imputati sono stati difesi dal legale Maurizio Punturieri.

L'indagine dei sostituti procuratori della Dda di Reggio Calabria, Antonio De Bernardo e Federico Perrone Capano mise nel mirino la cosca Rodà-Casile, che avrebbe condizionato illecitamente le attività del Comune di Condofuri. Un'attività investigativa, svolta in parallelo dal Commissariato di Condofuri e dai Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo: per questo l'indagine, oltre al nome "Konta Korion" (antica denominazione di Condofuri), è nota anche come "Parola d'onore". Nel blitz finì in manette anche l'assessore Filippo Rodà, che sarebbe stato il referente politico della cosca, condannato però in primo grado a nove anni con rito ordinario la cui posizione è attualmente al vaglio della Corte d'Appello reggina.