Oltre a Umberto ed Enrico Rocco Crea le redini della famiglia erano tenute anche dall'altro fratello Massimiliano Crea, che era prevalentemente deputato alla gestione dei traffici di sostanze stupefacenti. Da ultimo l'attività della Squadra Mobile ha documentato la presenza di altre 'giovani leve' che si occupavano di tutte le attività operative della famiglia Crea che andavano dall'incombenza di "fare da autista" agli anziani dell'organizzazione, all'accompagnamento di "ospiti" che venivano dalla Calabria e, infine, dall'utilizzo quale "manovalanza spiccia", quando era necessario utilizzare violenza o minacce verso terzi, anche con l'uso delle armi da fuoco, ovvero per dirimere controversie. Tra questi, oltre a Mirko Bava e Mario Crea, anche Jacopo Vannicola, genero di Enrico Rocco Crea, arrestato il 22 aprile 2014 per detenzione di cocaina, Valter Mancini e Sebastiano Cossu che detenevano illecitamente elevate quantità di sostanze stupefacenti di varia natura destinate alla cessione a terzi. In particolare, proprio l'arresto di Jacopo Vannicola Crea grande fermento all'interno della famiglia Crea confermando, in tal modo, che il traffico di sostanze stupefacenti costituiva l'attività principale dell'organizzazione criminale e spingendo i Crea e i principali affiliati all'organizzazione a disporre un vero e proprio summit in un bar in zona Primavalle.
Le indagini della squadra mobile di Roma, coordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Roma, si sono concentrate sulle attività criminali degli appartenenti alla famiglia calabrese dei Crea che si sono insediati nella Capitale da diversi anni e originaria di Stilo (Reggio Calabria), centro dell'alto ionio reggino situato tra i comuni di Monasterace e Guardavalle, già teatro nel recente passato di violente faide tra famiglie di 'ndrangheta e, da ultimo, della nota 'faida dei boschi' che ha mietuto diverse decine di morti ammazzati tra i clan contrapposti. Proprio l'elevata ostilità tra le famiglie di 'ndrangheta operanti nel centro di Stilo ha spinto, alcuni anni fa, alcuni membri della famiglia Crea a trovare spazio fuori dalla Calabria. In primis i fratelli Adolfo e Aldo Cosimo Crea, cugini degli arrestati di oggi, i quali fuggiti dalla guerra di mafia contro i Gallace-Novella che li stava vedendo soccombere, si stabilirono a Torino all'inizio degli anni 2000 per poi essere arrestati il successivo 8 giugno 2011 per il reato di associazione di tipo mafioso, nel corso dell'operazione Minotauro.
Da qui il mutamento della stessa struttura portante del 'locale' di 'ndrangheta di Stilo che ha visto emergere, in maniera preponderante, la famiglia mafiosa dei Gallace di Guardavalle a discapito dei Novella, dei Vallelunga e dei Sia-Procopio, un tempo capi incontrastati di quel territorio. È stata documentata la penetrazione del gruppo Crea nel territorio della Capitale e, in particolare, nel quartiere di Primavalle dove gli stessi sono riconosciuti come autonomo gruppo criminale e gestiscono diversi bar e attività commerciali in zona che hanno rappresentato, nel corso delle investigazioni, un "punto di incontro" e di riferimento per altri personaggi legati alla criminalità. Tra le eterogenee attività criminali espletate dalla famiglia Crea sono state evidenziate lo spaccio di sostanze stupefacenti e le estorsioni a commercianti, tenuto anche conto che, proprio grazie alla gestione diretta di attività commerciali, i Crea sono riusciti a inserirsi nel tessuto economico, commerciale e sociale del quartiere, imponendo la loro presenza nel territorio.