di Claudio Cordova - Due missili terra-aria nel giro di pochi istanti. Le nuove richieste istruttorie avanzate dalla Procura Generale nell'ambito del procedimento d'appello "All inside", celebrato contro la cosca Pesce di Rosarno, lasciano attonita l'affollatissima aula bunker di Reggio Calabria. Nel corso del proprio intervento congiunto, il sostituto procuratore generale, Adriana Fimiani, e il pm Alessandra Cerreti, da qualche settimana trasferito a Milano, ma applicato al processo che ha già seguito con successo in primo grado, hanno infatti chiesto l'audizione del nuovo collaboratore di giustizia, l'avvocato Vittorio Pisani.
Il legale, infatti, ha da qualche mese deciso di collaborare con gli inquirenti, dopo la condanna rimediata nel procedimento "Onta", che lo ha visto punito per le manovre che porteranno alla morte, per ingestione di acido muriatico, della testimone di giustizia, Maria Concetta Cacciola. Pisani ha già riferito diverse cose sulle vicende antecedenti alla tragedia, svelando le azioni dei Cacciola e inguaiando il collega Gregorio Cacciola.
Ora – ed è questo il dato più unico che raro – Pisani avrebbe reso dichiarazioni sul conto di un proprio ex assistito, Marcello Pesce, autoaccusandosi di alcune condotte compiute in combutta con l'esponente dello storico casato di 'ndrangheta di Rosarno. I magistrati Fimiani e Cerreti hanno quindi chiesto l'escussione in aula di Pisani. Una richiesta su cui i legali hanno chiesto e ottenuto un termine a difesa, prima di pronunciarsi.
Da qui, dunque, il rinvio al 16 dicembre, per consentire alle difese anche di valutare il vasto materiale documentale proposto dalla Procura Generale.
Nel corso dell'intervento del pm Cerreti, però, è emersa un'ulteriore circostanza, se possibile ancor più clamorosa: l'indagine a carico dell'ex comandante della Tenenza di Rosarno, Stefano Santuccio. L'ufficiale dell'Arma dei Carabinieri – secondo quanto riferito in aula – è attualmente indagato per favoreggiamento aggravato dalle modalità mafiose, a causa della propria deposizione resa nel primo grado del procedimento "All inside".
Un'indagine che sarebbe iniziata dopo il deposito delle motivazioni del maxiprocesso con cui sono piovuti centinaia di anni sui Pesce di Rosarno. Dalla lettura delle motivazioni, la Dda avrebbe ricavato il dovere di approfondire la posizione dell'ufficiale dell'Arma.