Dopo l'articolo del Dispaccio, che denunciava l'inerzia dell'Amministrazione Comunale di Reggio Calabria sul dissequestro del Centro Sociale "Angelina Cartella", devastato da un incendio doloso oltre un mese fa e che ha innescato anche la reazione dei responsabili della struttura, che hanno dato vita ad alcune azioni ufficiali, compresa una lettera al sindaco, il dirigente del Settore Qualità Ambientale del Comune di Reggio Calabria, Loredana Pace, con una lettera giunta all'indirizzo mail del nostro giornale, replica alle notizie divulgate ed esprime il proprio punto di vista: "Gli sfregi e i roghi di quella notte – scrive riferendosi al grave gesto subito dal "Cartella" – non hanno solo deturpato il parco che ospita il Centro Sociale, inteso come luogo di collettività, ma hanno anche profondamente "ferito e segnato" ogni cittadino onesto, ogni istituzione che nasce e si muove sotto l'egida della legalità, del rispetto per gli altri, della democrazia stessa".
Secondo la dirigente Pace, l'episodio del 15 maggio scorso "non rappresenta solo un atto di vandalismo nei confronti di una struttura pubblica ma, soprattutto, un atto di violenza nei confronti della collettività tutta e nei confronti dei principi a cui essa si ispira".
Ma dopo il preambolo ricco di buoni sentimenti, la dottoressa Pace difende il proprio operato, criticando le notizie riportate dal Dispaccio, definite "incomplete" e, per alcuni versi, "infondate" e "fuorvianti", ma rimpallando la responsabilità anche rispetto al ruolo che, dopo l'incendio, sta svolgendo la Procura di Reggio Calabria. "La sottoscritta – scrive la dottoressa Pace – non è mai stata investita ufficialmente del problema, né è a conoscenza se il Tribunale di Reggio Calabria, nella persona del PM che si occupa del caso, abbia ufficialmente attribuito al Comune l'onere di valutare l'entità dei danni ed il rischio ad essi connesso o, cosa che è sua facoltà fare, scelto soluzioni alternative. Infatti, nonostante la struttura sia comunale (e non demaniale come erroneamente indicato), neanche l'Amministrazione Comunale può liberamente usufruirne, o anche solo entrarvi per valutare i danni, senza l'autorizzazione del Tribunale, trattandosi di un bene sottoposto a sequestro".
Poi, l'affondo sul tipo di informazione fatta dal Dispaccio, non di gradimento della dottoressa Pace, evidentemente, che dice di "rispettare l'informazione e chi fa informazione, ma informazione intesa come divulgazione dei fatti e non dei presunti tali, come segnalazione, cioè, delle notizie verificate personalmente e non per "sentito dire", un'informazione volta alla rappresentazione del reale e già mai al solo scopo di fare notizia".
Ma, a prescindere dalla polemica, la cosa più importante del documento inviato dalla dottoressa Pace, arriva nelle righe finali: "Nessuna pratica – scrive – riguardante il Centro Sociale "Angelina Cartella" è in giacenza sulla mia scrivania, ribadisco la massima solerzia e collaborazione, qualora investita del problema, per la risoluzione in tempi brevi dello stesso, in quanto cittadina che si è sentita offesa da un simile vile atto ma, ancor di più, come dirigente che ha sempre cercato di operare per il bene della collettività, al meglio delle proprie forze e dei mezzi a disposizione, mantenendo profondo rispetto dei ruoli e dei cittadini".