Ai domiciliari Cristoforo Alati Adorno, il capo della "banda del buco" attiva a Reggio e in Sicilia

alaticrisDopo quasi sei mesi di carcere, torna a casa Cristoforo Alati Adorno, detto Cris, arrestato all'inizio di giugno al confine italo-francese di Ventimiglia, con l'accusa di essere il promotore di un'organizzazione criminale, sgominata con la nota operazione denominata "Rolex", dedita alla perpetrazione di rapine e furti in pregiudizio di gioiellerie ed istituti bancari, ubicate a Reggio Calabria e province limitrofe, nonché per porto e detenzione abusiva d'armi. La misura degli arresti domiciliari è stata concessa dal Gip di Reggio Calabria, Barbara Bennato, che ha accolto l'istanza avanzata dal legale di fiducia di Alati, l'avvocato Giuseppe Nardo. Alati, oltre a ricoprire il ruolo di capo, e coordinatore del sodalizio criminale, si sarebbe reso personalmente responsabile, unitamente ad altri sodali, anch'essi precedentemente tratti in arresto, delle rapine in danno della gioielleria Versace, sul corso Garibaldi a Reggio Calabria e di quella in danno della gioielleria Nicosia, di Milazzo, in provincia di Messina.

Alati verrà arrestato al confine dopo alcuni mesi di latitanza. Quando scatterà l'indagine "Rolex", infatti, l'uomo diventerà uccel di bosco, trovando rifugio a Santo Domingo. Al rientro in Italia, però, verrà ammanettato dagli uomini della Squadra Mobile, che svolgeranno le indagini su mandato del sostituto procuratore di Reggio Calabria, Luca Miceli.

Dopo mesi di custodia cautelare, dunque, l'avvocato Nardo è riuscito a far ottenere gli arresti domiciliari per l'uomo, rimarcando come ormai siano cessati i requisiti per il pericolo di fuga. All'apertura del processo, l'imputato ha optato per il rito abbreviato.