Il clan Iamonte in Italia: tra appalti, politica e Cavalieri di Malta

cavalierimaltadi Claudio Cordova - Il collaboratore di giustizia Giuseppe Ambrogio lo definisce "un pilastro della cosca Iamonte e della sua economia". Sarebbe stato Giovanni Tripodi a occuparsi di tutte le questioni dei lavori e degli appalti, appoggiato dagli Iamonte. E non solo nella piccola Melito Porto Salvo o in Calabria: "Ultimamente stava mettendo "mani" su Roma; parlava spesso con Remingo del fatto che si stavano espandendo con le attività su Roma, questo già dal 2007" afferma ancora Ambrogio. Strettamente collegata alla posizione di Giovanni Tripodi (classe 1971) è la figura di Natale Iamonte, figlio di Remingo, quest'ultimo ritenuto, insieme a Carmelo, uno dei personaggi più influenti della cosca.

Poco più che 30enne, Natale Iamonte, che risulta domiciliato a Roma, sarebbe stato l'uomo incaricato di allacciare quei rapporti, soprattutto di natura politica, funzionali al perseguimento degli obiettivi che la cosca si prefigge. Scrivono gli inquirenti: "I rapporti che Tripodi Giovanni cl. 1971 risulta aver instaurato nella capitale sono pertanto da considerarsi prodromici all'attività imprenditoriale che la FRA.VE.SA. ha avviato anche in centro Italia. La continua ricerca di un idoneo "aggancio politico" rappresenta una costante nell'azione imprenditoriale della cosca Iamonte: nel corso delle indagini è infatti emerso che Tripodi Giovanni e Iamonte Natale, nel mese di Aprile 2008, abbiano preso personalmente contatti con alcune personalità politiche del centrodestra le quali risultano aver loro indicato i personaggi politici locali cui fare riferimento".

Tante le mani che i due avrebbero stretto nella Capitale, grazie anche alle "solite" congregazioni, che finiscono spesso e volentieri per essere o diventare dei centri di potere più o meno occulto: "I rapporti che la cosca ha instaurato con esponenti del panorama politico nazionale sono maturati in seno all'Ordine Ecumenico Ospedaliero di San Giovanni Cavalieri di Malta cui sono risultati associati Tripodi Giovanni cl. 1971, Iamonte Natale e Pizzichemi Alberto Daniele, quest'ultimo Delegato Regione Calabria".

Attività frenetiche, tanti appuntamenti e ed eventi di grande pregio, cui parteciperebbero molti personaggi politici del panorama nazionale, come testimoniano sms e telefonate: "E per le dieci e mezza ma non so dove devo sentire il principe" scrive Tripodi in un messaggio, facendo riferimento a un incontro. Incontro che gli inquirenti inquadrano con un soggetto di nazionalità egiziana, Gran maestro dell'Ordine Ecumenico Ospedaliero di San Giovanni Cavalieri di Malta: "Si evince che la persona che ha fatto da tramite sia tale principe, identificato in Iossif Petros e che risulterà metterli in contatto con Bono Giuseppe, assistente dell'On. Sandro Bondi". Bondi, elemento di spicco del centrodestra nazionale e vicinissimo all'ex premier Silvio Berlusconi. Ma non solo, altri esponenti politici figurano nei discorsi di Tripodi e Iamonte. Nel corso delle conversazioni intercettate, Tripodi fa esplicito riferimento a personaggi politici della corrente politica di centrodestra: "....inc...ha detto "ora me lo porto nella lista di Nino Foti... "...questo è il figlio di una persona... nella corrente sua...".

Ma nella Capitale, gli uomini del clan Iamonte non avrebbero avuto solo incontri e appuntamenti. Stando alle carte d'indagine messe insieme dal pubblico ministero Antonio De Bernardo, si sarebbero interessati anche ai lavori della tangenziale, grazie all'interessamento di Fortunato Mangiola, già assessore municipale presso il XV Municipio di Roma. Nell'interpretazione data dai giudici, Tripodi confiderebbe a Natale Iamonte di avere chiesto a Mangiola di aiutarlo ad ottenere qualche lavoro. E secondo gli inquirenti dall'intercettazione della conversazione ambientale si evincerebbe altresì che Tripodi sia perfettamente consapevole di dover ricompensare Mangiola con un contributo in denaro: "...diciamo che se lui, voglio dire, riesce a farmi lavorare, a fare qualche cosa, qualche due noccioline le vuole, ah...non è a dire che non le vuole...".

Fuori dai confini regionali, gli interessi della cosca Iamonte si estenderebbero a tutte le maggiori opere pubbliche in corso d'opera nell'intero territorio nazionale. E sarà lo stesso Tripodi, in una conversazione intercettata ad affermare di essere riuscito anche ad aggiudicarsi una fetta, pur se minima, dei lavori di costruzione della nuova tangenziale e della linea C della metropolitana di Roma: "... io per sopra stò lavorando... io stò lavorando con... III CESA e la ditta....inc...cosa.. .e la ditta ...inc... il Consorzio Cooperativo...inc... comunque un lavoro di quattordici milioni di euro...là la metropolitana...".

In Calabria, invece, sarebbero riusciti a mettere lo zampino sul supermercato LIDL di Melito Porto Salvo Uno dei personaggi coinvolti nelle indagini, Giovanni Minniti, parlando con il padre Giuseppe, esterna il suo pensiero circa l'estraneità a qualunque forma di pressione estorsiva In danno del supermercato. Nel corso delle indagini è stato inoltre accertato come anche la LIDL Italia non si sia potuta sottrarre alle leggi imposte dalla cosca e non abbia potuto fare a meno di appaltare i lavori ad un'impresa edile ad essa riconducibile: nella fattispecie, aggiudicataria dei lavori è risultata essere la 3T Edilizia, di Francesco Tripodi, il cui padre avrebbe intrattenuto rapporti con lo stesso Giovanni Tripodi, uomo della famiglia Iamonte. Ecco, a tal proposito, le conclusioni degli inquirenti: "Che l'operazione imprenditoriale non sia affatto scevra dal condizionamento della cosca locale emerge dalle condizioni cui la LIDL Italia è dovuta sottostare e tra le quali si annovera, oltre all'imposizione della ditta esecutrice dei lavori di costruzione, anche l'obbligo di garantire l'assunzione di un determinato numero di affiliati".

E che il supermercato LIDL fosse sotto l'egida della famiglia Iamonte, sarebbe stato un dato più che acquisito a Melito Porto Salvo e dintorni. In contrasto con le norme che regolano l'assunzione presso il LIDL, gli affiliati ribadiscono tra di loro che non è necessario presentare alcuna domanda.

Poco importa che il legale rappresentante della LIDL, Rudiger Kasch, escusso a sommarie informazioni abbia dichiarato che l'assunzione del personale avviene previa presentazione di curriculum presentato direttamente alla filiale LIDL e da queste girate alle Direzioni Regionali. Kasch preciserà come la LIDL Italia si articoli in nove direzioni regionali a cui viene devoluto potere decisionale in ordine alle assunzioni: i curricula inviati dagli aspiranti residenti nella Regione Calabria vengono ricevuti dalla Direzione Regionale competente per la regione Calabria. L'assunzione del personale viene preceduta da una o più colloqui conoscitivi, sia individuali che di gruppo, che vengono tenuti solitamente dal responsabile di zona.

Con la famiglia Iamonte, però, non funzionerebbe propriamente così...