di Claudio Cordova - Su ventisette foto, il collaboratore di giustizia Giacomo Toscano ne ha riconosciuta solo una: la numero 20, quella di Rosario Aricò, un uomo che, a detta del nuovo pentito, si sarebbe mosso in nome e per conto di Carmelo Murina (nella foto al momento dell'arresto), il presunto reggente del rione Santa Caterina, attualmente alla sbarra in uno stralcio del procedimento "Agathos", da cui sono scaturite (anche in appello) diverse condanne sulla cosca Tegano di Archi, che negli anni si sarebbe infiltrata negli appalti per la pulizia dei treni nella stazione ferroviaria di Reggio Calabria.
Toscano, un soggetto pregiudicato per piccoli reati e per crimini riguardanti la sfera sessuale, non ha riconosciuto invece i due co-imputati di Murina, Francesco Trimboli, detto "Ciccio Mercatone", e Giuseppe Morabito, uno dei presunti fiancheggiatori del superboss Giovanni Tegano, arrestato dalla Squadra Mobile a Terreti. Già nella scorsa udienza, Toscano aveva riferito sul conto di Murina, indicandolo anche come responsabile dell'omicidio Marturano: un delitto che sarebbe stato eseguito proprio in complicità con Aricò.
Più che le dichiarazioni di Toscano, su Carmelo Murina pesano le dichiarazioni di molti altri collaboratori di giustizia: da Nino Lo Giudice a Roberto Moio, passando per Consolato Villani. Un po' tutti, nel corso della lunga istruttoria dibattimentale, lo hanno indicato come l'uomo dei Tegano sul territorio di Santa Caterina, soprattutto dopo la scomparsa di Paolo Schimizzi, boss che avrebbe cercato di allargare troppo il proprio campo d'azione.
E l'istruttoria dibattimentale dovrebbe essere chiusa proprio all'inizio della prossima udienza, prevista per il 5 febbraio, allorquando alcuni legali potrebbero depositare dei documenti. Poi il pubblico ministero Giuseppe Lombardo dovrebbe pronunciare la propria requisitoria. La sentenza potrebbe arrivare già il giorno dopo, il 6 febbraio, o, al più tardi, il 20 febbraio, data lasciata libera per un eventuale rinvio del procedimento.