Il latinista Francesco Giancotti, insigne studioso dei poeti-filosofi della classicità e specialista della poesia del filosofo Tommaso Campanella, è morto lunedì scorso a Torino all'età di 94 anni. L'annuncio della scomparsa, ad esequie avvenute per volontà del defunto stesso, è stato dato oggi dai suoi familiari. Nato a Reggio Calabria nel 1923, Giancotti ha insegnato nelle università di Roma, L'Aquila, Catania e Torino. E proprio nell'ateneo del capoluogo piemontese il professore Giancotti ha tenuto per molti anni la cattedra di lingua e letteratura latina. Giancotti ha lavorato su autori latini, tra i quali Sallustio, Publilio Siro, Virgilio, Tacito e, soprattutto, Lucrezio e Seneca. Tra i suoi libri "Il preludio di Lucrezio e altri scritti lucreziani ed epicurei" (D'Anna), "Mimo e gnome. Studio su Decimo Laberio e Publilio Siro" (D'Anna), "Ricerche sulla tradizione manoscritta delle sentenze di Publilio Siro" (D'Anna), "Strutture delle monografie di Sallustio e di Tacito" (D'Anna), "Victor tristis. Lettura dell'ultimo libro dell'Eneide" (Patron), "Religio, natura, voluptas. Studi su Lucrezio".
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La predilezione per i poeti-filosofi classici ha condotto Giancotti agli studi su Tommaso Campanella (1568-1639), iniziati fra il 1948 e il 1952, ripresi agli inizi degli anni '90 e portati a compimento con l'edizione delle "Poesie" del filosofo calabrese, uscite nel 1998 presso Einaudi nella collana Nuova Universale Einaudi. Nel 2013 da Bompiani è uscita una nuova edizione di "Le poesie" di Campanella, con un notevole corpus di apparati (l'introduzione, la bibliografia e il ricco commento) che accompagna uno per uno i componimenti del filosofo.