Reggio, delitto Puntorieri: spunta un complice

puntorierimarcodi Claudio Cordova - "Non avrei mai voluto scrivere questa lettera, ma coscienza e rimorso mi spingono a farlo". Un foglio A4 battuto al pc, con il carattere più comune, Times New Roman forse. Così l'anonimo amico di Marco Puntorieri (nella foto), assassinato a settembre del 2011 ha accompagnato la pen drive da 4 gigabyte che ha permesso al sostituto procuratore della Dda, Stefano Musolino, e ai Carabinieri di Reggio Calabria, di ricostruire il delitto, arrestando, quasi un mese fa, il 48enne Domenico Ventura.

E' lo stesso anonimo a definirsi "amico di Marco". Parole libere da ogni freno, quelle contenute nel messaggio. Parole che potrebbero indirizzare gli inquirenti su nuove inquietanti piste: "Marco era preoccupato, degli amici gli avevano proposto di recuperare dei soldi" scrive l'anonimo nel biglietto di accompagnamento alle foto e ai video. Immagini, quelle contenute all'interno della pen drive, che immortalano due uomini: Marco Puntorieri e il suo presunto assassino, Domenico Ventura. Puntorieri indossa una maglia a mezze maniche di colore grigio con strisce orizzontali di colore bianco e jeans di colore azzurro.

Puntorieri scomparve nel nulla nel settembre 2011. Pochi giorni dopo, i Carabinieri ritrovarono, nella zona collinare del torrente Armo, il furgone Renault Kangoo utilizzato da Puntorieri, con le chiavi ancora inserite nel quadro, "ripulito" da ogni traccia. Con quel furgone, Puntorieri si sarebbe recato all'appuntamento con i suoi assassini: "Gli ho detto di lasciar perdere, ma ormai sapeva troppe cose" scrive l'anonimo "amico" che nella missiva, peraltro, racconta dei preparativi, messi in atto il giorno prima dell'incontro fatale, per installare la telecamera, incollata ai rami di un albero con delle fascette. Una telecamera che, insieme a quella consegnata da Puntorieri stesso all'amico, avrebbe filmato le fasi immediatamente antecedenti all'omicidio: "Dopo una notte pensata ai rischi sono salito lì con uno scooter. Sono rimasto nascosto dietro i cespugli fino all'arrivo del furgone bianco".

Puntorieri, dunque, temeva per l'incontro con Ventura, tanto da aver messo in atto una vera e propria strategia difensiva. Un delitto che sarebbe maturato in ambienti vicini al potente clan Libri, cui sia Puntorieri (già coinvolto nell'indagine "Casco"), sia Ventura sarebbero stati vicini. Ma il particolare fin qui inedito lo svela proprio l'anonimo scrivente, che racconta di aver visto, da dietro i cespugli, anche un'altra persona, oltre a Puntorieri e Ventura: "Un certo Natale, legato ai Borghetto". Un particolare su cui, fin dal primo momento, i Carabinieri hanno iniziato a lavorare, per individuare il famigerato "Natale legato ai Borghetto", clan che, insieme ai Caridi e agli Zindato, divide i territori di Ciccarello e San Giorgio Extra per conto della famiglia Libri.

Già a fine novembre, peraltro, i militari dell'Arma individuarono, nei pressi di un casolare non molto distante da dove era stato ritrovato il furgone Kangoo, delle tracce di sangue e dei frammenti ossei che, attraverso alcune indagini di tipo medico-scientifico permisero di riconoscere in quei resti il DNA di Puntorieri. Inoltre, qualche giorno dopo che la stampa aveva riferito del rinvenimento dei resti, in un sopralluogo i  Carabinieri notarono come il luogo in cui vi era stato il rinvenimento fosse stato dato alle fiamme.

Puntorieri, dunque, stando a quanto scrive l'anonimo che ha indirizzato gli investigatori su Domenico Ventura sarebbe stato invitato da Ventura nella zona, isolata, del torrente Armo per parlare di affari. Poi lì, però, la situazione sarebbe degenerata: "Ho notato che Marco e Ventura si allontanavano per 50 metri, poi ho sentito due spari e ho visto Ventura correre". Dal racconto sembra quasi di essere catapultati al tragico giorno di metà settembre, quando Puntorieri verrà freddato con due colpi di fucile a canne mozze alla testa. E' questo lo scenario che l'amico di Puntorieri si ritrova, una volta che i due killer si allontaneranno con il furgone della vittima: "Corro e trovo Marco con la testa spappolata" scrive.

Con Ventura detenuto da quasi un mese, adesso al pm Musolino e ai Carabinieri sembra mancare davvero poco per invidiare il "Natale legato ai Borghetto" e chiudere il cerchio sul delitto Puntorieri. E il messaggio recapitato insieme alla pen drive potrebbe essere decisivo: "Marco non meritava quella fine. Mi resta il rammarico di non essere andato subito dai Carabinieri", conclude l'anonimo "amico di Marco".