Poli al Dispaccio: "La Reggina agli australiani? Non ci credo"

poli3di Paolo Ficara - Ci giochiamo l'amuleto. Il prossimo avversario della Reggina è il Savoia, squadra (all'epoca militante in B) a cui venne ceduto la bandiera amaranto Maurizio Poli, nel gennaio del 2000. È il pretesto per chiamarlo, e provare tramite le sue parole a dare una scossa agli attuali calciatori, a poche ore dallo scontro salvezza di Torre Annunziata. Sospettando che sia appassionato di calcio, lo disturbiamo all'intervallo di Fiorentina-Juventus: "Mi stavo addormentando, non fanno un tiro in porta".

Immediata la disponibilità di Maurizio Poli, ogni volta che c'è da parlare di Reggina (per la quale collabora come osservatore). Le domande del Dispaccio toccano i vari argomenti di attualità, tra cui le vicende societarie. Ancora una volta, l'indimenticabile numero 3 si fa praticamente portavoce di pensieri già serpeggianti tra la tifoseria.

Difficile rimettere insieme quei 15 mila tifosi, che ti hanno applaudito poco più di un anno fa prima di Reggina-Bari.
"Mi dispiace. Sono ancora tifoso della Reggina, vederla così mi rammarica. Quando sono arrivato io, siamo retrocessi e poi l'anno dopo ci siamo salvati all'ultima giornata. Da lì, la rinascita. Un passo alla volta, siamo arrivati ai playoff e poi abbiamo vinto il campionato di C1. Se la Reggina si salva, l'anno prossimo sarà una delle pretendenti".

Servirebbero gli uomini.
"Serve il gruppo, che segua l'allenatore. Poi bisogna rimboccarsi le maniche, e giocare col coltello fra i denti per cogliere il risultato ogni settimana. Devono impegnarsi sempre di più, e non mollare mai. due o tre risultati utili possono farti uscire dal tunnel".

A Reggio, molti hanno individuato un problema d'impegno.
"Spero non sia così. In campo ci vanno i giocatori. Se non risolvono loro la situazione, è dura. Nello spogliatoio può succedere di tutto, poi in campo si va in diciotto".

L'elemento di maggiore esperienza è stato escluso, e tratta la rescissione. Che segnale è?
"Temo sia un brutto segnale. Se ci sono altri a disposizione,in grado di emulare le gesta di Di Michele, lo rimpiazzeranno".

È giusto che si chiuda un'epoca, con l'addio di Foti? Hai saputo della contestazione?
"Quando le cose vanno male, sono tutti dentro. La colpa è di tutti, non solo di una componente. Vanno prese le proprie responsabilità, e la contestazione ci sta. Non so se è giusto che Foti se ne vada, dipende da lui. Ma a me non sembra. Ogni volta dà l'impressione di lasciare, e poi riparte. Forse lo farà apposta, ma non penso. Magari è una maniera per dare una scossa ai giocatori".

Che ambiente troverà la Reggina sul campo del Savoia?
"Il Savoia è terzultimo, si tratta di uno scontro diretto. La partita vale 6 punti, se si riesce a non perdere si tiene l'avversario vicino. Tortelli se la gioca con tre punte? Se si vuole uscire dalle secche, bisogna rischiare qualcosa. Se fai risultato bene, altrimenti te la sei pur sempre giocata".

La squadra ha vissuto l'ennesimo ritiro, in questi giorni. Quanto conta stare insieme?
"Aiuta moltissimo. A me è successo parecchie volte, quando stavo a Reggio, di stare in ritiro dal martedì o per 20 giorni di seguito, senza vedere la famiglia. Dispiace stare lontano, ma secondo me serve".

Nella stagione '91-'92, quella successiva alla retrocessione, avete mai temuto di non salvarvi nemmeno in C1?
"Noi ci abbiamo creduto fino all'ultima giornata, venendo premiati. Fin quando la matematica non ti condanna, devi crederci".

Detto di Di Michele, Cozza si è dimesso dichiarando che alla Reggina non si può fare calcio.
"Avrà avuto da ridire con qualcuno, per affermare certe cose..."

In questi giorni tiene banco il presunto ingresso in società di calabresi d'Australia. Tu ci credi?
"Non ci credo, ma non lo so. Se Foti lo fa per spronare i giocatori o la piazza, fa bene. Ma deve fare anche acquisti a gennaio, se rimane".

Il Savoia te lo voglio nominare il meno possibile...
"Giusto così. È un ricordo non dico brutto, ma bruttissimo. L'anno peggiore della mia carriera".

Dopo il Reggina-Bari visto in curva, il tuo prossimo desiderio qual è?
"Quella sera, la Reggina non l'avevo vista male. Il Bari mi sembrava peggio, ma poi loro hanno fatto i playoff e noi siamo retrocessi. Però, in quella partita la Reggina avrebbe meritato di vincere".

Un allenatore, in questa situazione, che atteggiamento deve tenere?
"Mantenere il gruppo e farsi rispettare. Poi, in campo ci vanno i giocatori, e sono loro a decidere le partite. L'allenatore può fare tre cambi".