di Paolo Ficara - Altro che liquidazione. Alla Reggina prosegue un "fuori tutti" spaventoso, che non sta risparmiando praticamente nessuno e deve porre seri interrogativi sulle basi tecniche per l'immediato futuro. In giornata è previsto il contatto tra il patron Lillo Foti e l'agente Mario Giuffredi, per porre fine al legame contrattuale con Alessio Viola.
Dunque una squadra appena retrocessa in Lega Pro, non ritiene opportuno avvalersi delle prestazioni di un giocatore che, seppur da comprimario, è stato protagonista di due promozione consecutive nelle ultime stagioni. Prima a Carpi, poi a Frosinone, dove ha segnato nei supplementari dello spareggio contro il Lecce. Ma forse non è questo l'aspetto peggiore.
Dopo la rescissione con buonuscita per Daniel Adejo, ed il prezzo di svendita fissato per Nino Barillà diretto ormai verso Pescara, un altro ragazzo tra i più promettenti allevati al Sant'Agata sta per essere considerato di troppo. Fino a poco tempo fa, le cessioni dei vari Ceravolo, Missiroli e compagni hanno consentito alla Reggina di reggersi economicamente in piedi. Adesso, li svincoliamo.
Così si butta a mare un lavoro di oltre 10 anni, in cui sono stati spesi tanti soldi per creare una bella struttura, con tanto di posti letto e mensa, stipendiare allenatori e dirigenti accompagnatori, al fine di tirar fuori dei calciatori per lanciarli nel professionismo e realizzare qualche cessione discreta o importante. Come Viola, o lo stesso Adejo. Questi sono i risultati attuali. Non c'è né la forza per piazzare uno come Alessio Viola sul mercato, né l'intelligenza di tenerselo per farlo giocare. Ed in questo caso non vale il discorso della rinuncia agli emolumenti, trattandosi di un calciatore che torna per fine prestito.
È evidente come la Reggina sia gestita da totali incompetenti.
Ma state tranquilli. C'è Simone Giacchetta, che viaggia a vele spiegate verso la riconferma, dopo quattro anni di colpi strabilianti sul mercato. Ci penserà lui ad individuare un attaccante più forte di Viola, pronto a sfondare le reti in Serie C. Poi magari dirà di non aver avuto i fondi per comprarlo, questo è un particolare di cui si ricorda sempre all'ultimo. Ma qualsiasi giocatore andrà bene, pur di non utilizzare i veri nemici della Reggina: i ragazzi cresciuti al Sant'Agata, ed arrivatici quando Giacchetta aveva ancora le scarpe bullonate ai piedi. Ovviamente questi ragazzi sono nemici al pari dei tifosi e di qualche giornalista, tutta gente che Lillo e Simone si prodigano di tener lontana dalla propria azienda.
Alla fine, vedrete che undici da mandare in campo li troveremo.