Verzino (Kr): il Parroco che celebra la messa vicino la sua abitazione

Riceviamo e pubblichiamo:

Caro Papa Francesco,

apro così con un saluto semplice semplice, come da suo umile esempio, questa lettera aperta che spero le giunga attraverso i giornali, visto che oramai solo se una questione viene diffusa attraverso i mass-media, si può sperare di attirare l'attenzione sui problemi che ci riguardano. Innanzitutto penso che sia deplorevole che solo dopo aver scritto sui giornali, si è ottenuto dall'Arcidiocesi di Crotone Santa Severina un appuntamento per discutere del comportamento del Parroco di Verzino, dopo che si è tentato per ben cinque mensi di chiedere un colloquio con l'Arcivescovo: forse è più facile ottenere un'udienza da lei Vicario di Cristo che da un'Arcivescovo!

Di tutta risposta però ci si è dovuti accontentare di parlare con il vicario del Vescovo Don Giuseppe Marra, il quale sentite le rimostranze, appellandosi soprattutto al comportamento che il Parroco di Verzino dovrebbe tenere in base agli articoli del diritto canonico di riferimento, aveva persino prospettato un'eventuale visita alla Parrocchia: la quale fino ad ora non c'è stata. Ma se caro Papa Francesco, mi son permesso di scriverle è perché ieri il Parroco di Verzino ha pensato bene di cancellare la Santa Messa nella Chiesa Madre e di celebrarla nella chiesa adiacente alla sua abitazione, dopo che già aveva cancellato le altre due messe feriali nella citata chiesa: il tutto senza avvisare la popolazione la quale giunta alla Chiesa per partecipare alla Santa Messa, ha trovato la "sgradita sorpresa". Tenga conto caro Papa Francesco che qui ci sono molti anziani, molti con problemi fisici che non possono percorrere a piedi determinate distanze. Ma fosse tutto qua, caro Papa, abbiamo domandato al Vicario dell'Arcivescovo, come mai non si fa nulla per restaurare il tetto della Chiesa Madre, dove quando piove, è convenevole seguire la messa nei primi banchi con l'ombrello! Senza contare i muri che sono così pieni di muffa che si potrebbe venderla. Ci si domanda allora se la preoccupazione di un parroco non dovrebbe essere in primis quella di restaurare la casa del Signore, magari garantendo anche un minimo di riscaldamento nei periodi invernali. Ma sono passati più di quattro anni da quando il Don Tomas Asù Obono è stato designato come Parroco di Verzino, è il tetto continua a perder acqua e la muffa ad aumentare. Poi caro Papa Francesco, le vorrei rivolgere una semplice domanda: ma è normale che un sacerdote appena ordinato, venga nello stesso tempo nominato parroco e vicario di zona, senza che nè abbi una certa anzianità di servizio e nè una minima conoscenza del luogo, delle usanze e delle tradizioni? Ovviamente è una domanda che giro anche all'Arcivescovo di Crotone Santa Severina Mons.Domenico Graziani visto che la nomina a quanto pare è partita da lì. Caro Papa Francesco, inoltre rimango amareggiato che mi sono sentito rispondere, che io ne sto facendo una questione personale: allora perché qualcuno non viene a farci visita è domandi alla cittadinanza, cosa c'è che non va nel comportamento del parroco? Una voce sola, può esser una questione personale, ma tante voci no! La prego caro Papa Francesco, la supplichiamo, intervenga: la diocesi dovrebbe esser un'istituzione vicina a tutti i parrocchiani, invece le assicuro si percepisce come un abisso tra i semplici cittadini, come di una curia così "inacessibile"! Dove per avere un appuntamento o bisogna aspettare alla calende greche o si fa prima a scrivere sui giornali! Implorando la sua paterna benedizione, affinché anche Verzino possa avere un parroco che abbia a cuore sia la casa del Signore e che vada anche in cerca delle pecore perdute come il Buon Pastore, colgo l'occasione per salutarla con tanto affetto. 

Paro Arturo