di Claudio Cordova - Riconosce centinaia di foto, tra cui, quelle, della famiglia Crocè, per anni attiva nella grande distribuzione di Reggio Calabria e alla sbarra nel processo "Assenzio-Sistema" insieme all'ex consigliere comunale Dominique Suraci, considerato l'avamposto delle famiglie De Stefano e Tegano nel settore. Il collaboratore di giustizia Enrico De Rosa dimostra nuovamente di aver acquisito diverse informazioni negli anni in cui sarà l'agente immobiliare del boss Nino Caridi. Ora, De Rosa sta riversando il proprio patrimonio conoscitivo ai pm della Dda di Reggio Calabria, Stefano Musolino e Rosario Ferracane. E i tanti "omissis" che costellano i verbali depositati nel procedimento relativo al sequestro di beni operato nei confronti dei Crocè lasciano sospettare che le informazioni di De Rosa sul settore possano essere molto più ampie.
Il collaboratore di giustizia vicino ai clan Caridi e Zindato rivela diverse circostanze sui membri della famiglia Crocè: da Giuseppe Crocè, fino ai figli Francesco e Barbara. De Rosa, in particolare, rivela dei rapporti tra la famiglia Crocè e varie cosche: "In particolare le cosche Labate e Iamonte".
Ma, come detto, i verbali di De Rosa sono disseminati di "omissis". Per questo, probabilmente, le conoscenze del collaboratore si allargano ad altri soggetti su cui la Dda ritiene di dover mantenere, al momento, il riserbo: ""Per quanto riguarda i supermercati, sapevo che c'era [omissis], Crocè, che erano sempre persone vicine alle cosche".
Il grosso delle dichiarazioni pubbliche di De Rosa riguarda dunque i Crocè, alla sbarra per le operazioni economiche svolte insieme a l'uomo che sarebbe stato il dominus di tutto, Dominique Suraci: "Crocè è stato immischiato con [omissis], io so che era vicino ai Labate, lo so per certo, Crocè aveva anche il Bowling, ecco cosa mi sono ricordato, avete presente dove c'è l'Hotel Excelsior? Nella discesa, sulla destra c'era il Bowling, il Bowling lo gestiva il cognato di Crocè e sono legati... e aveva anche un'altra attività che era legata ai Labate, perché, comunque sia, Crocè era... come vi posso dire, era... non assoggettato, era connesso con il Labate! Cioè lo sponsorizzavano anche economicamente. Queste cose le ho sapute da Vincenzo Malara, in quell'occasione che ci sono stati anche degli incontri con i Labate ed è venuto proprio il ... non so in che connessione ma c'è anche un mezzo legame di parentela con i Labate e i Crocè, pér parte di un cognato. Io i Crocè li conosco bene! Non li conosco di vista perché Marina di San Lorenzo, loro avevano una villa a Marina di San Lorenzo, io ci ho abitato in quella villa un mese nel. .. cioè nello stesso stabile, in affitto da Crocè, nel 2001, nella mansarda sopra. E, poi, Iannò, la villa di Iannò,accanto a Iannò, c'era la casa dove stavo io. Quindi, noi eravamo vicini, io giocavo con uno dei suoi nipoti! Conosco il figlio Francesco, conosco Barbara, ci incontravamo in banca...".
"Gente che sa stare al mondo" i Crocè a detta di De Rosa. Il collaboratore, infatti, rivendica più volte la conoscenza diretta con la famiglia implicata nel processo "Assenzio-Sistema" e spiega: "Che pagano non che sono entranei, che non pagano come non pagavo io, che quindi era una struttura proprio da di dentro, rispettano e si fanno rispettare in questo senso, nel senso che pagano la mazzetta ..Questo senso qui. Pagano quella che è la tangente che bisogna pagare". Insomma, imprenditori pienamente inseriti nel contesto reggino, con le amicizie giuste, ma che sanno rispettare le regole disposte dalla 'ndrangheta che conta.
I pm Musolino e Ferracane vogliono saperne di più e chiedono direttamente: "Per quella che è stata la sua percezione o per quello che le hanno detto, e questo me lo deve dire però, se questa conclusione ... perchè se non ho capito male, però mi dica, allora [omissis] Tegano e, comunque , famiglie di Archi in generale, Crocè, invece, è più vicino ai Labate". Il "sì" di De Rosa è tranciante e, probabilmente, presto dovrà essere ripetuto in aula, con o senza "omissis".
Giuseppe Crocè, Barbara Crocè e Francesco Crocè. Tutti soggetti attivi, a vario titolo, nel settore della grande distribuzione cittadina, avendo, a detta di De Rosa, a che fare con le famiglie più importanti del panorama 'ndranghetista cittadino: "Con Francesco in occasione ... loro avevano un negozio di articoli casalinghi, ce l'avevano sulla 106 andando per Melito, successivamente loro 10 aprirono ... 1'ex Standa, che una volta era ... e Francesco mi disse .. Marino Sport, sul Viale Aldo Moro, Prima c'era Marino Sport. Mi disse Francesco, gli ho detto io, minchia, qua chissà quanto paghi, un casino, e lui mi disse, in maniera esplicita ma qua noi non abbiamo nessun problema a fare, a muoverci, riferendosi al fatto dei Labate, al fatto che, comunque sia, c'era...".
C'era un discorso di mazzette: "Eh ... e lui mi disse che non c'erano... non avevano nessun problema assolutamente".