Oltre a Francesco Belsito, l'ex tesoriere della Lega Nord e componente del cda di Fincantieri, e all'imprenditore Stefano Bonet, finiti entrambi in manette questa mattina ed indagati dalla Procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta sull'utilizzo dei fondi nazionali della Lega Nord, c'è un altro illustre tra gli arrestati: si tratta di Romolo Girardelli, "l'ammiraglio", finito nelle carte della magistratura per essere, sul versante calabrese, il procacciatore di affari di Belsito e Bonet, oltre ad avere intrattenuto, sempre secondo quanto emerso dalle indagini, rapporti con i vertici della cosca dei De Stefano a Reggio Calabria.
E anche la Dda reggina indaga sui tre, in un filone calabrese dell'inchiesta sulla gestione dei fondi del Carroccio. Belsito e' indagato per riciclaggio con l'aggravante di avere favorito la cosca di 'ndrangheta dei De Stefano insieme ad altre sette persone, tra le quali il sedicente avvocato B. M. [OMISSIS PER DIRITTO ALL'OBLIO], di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria) ma residente a Milano.
Risalgono a un anno fa le perquisizioni a carico degli indagati, in cui furono sequestrati faldoni di documenti e apparecchiature informatiche. Le indagini, coordinate dal pm Giuseppe Lombardo, sono ancora in corso.
L'ipotesi dell'accusa e' che Belsito avrebbe richiesto il supporto di una societa' fiduciaria con sede a Lugano per la predisposizione di strutture societarie attraverso le quali giustificare il trasferimento all'estero di denaro tenuto in Italia. Per adesso, ai tre non sono stati contestati reati di mafia, e l'arresto concerne unicamente l'utilizzo improprio dei fondi della Lega Nord, ma gli inquirenti sono anche a caccia di un conto cifrato in Svizzera che potrebbe essere stato messo a disposizione degli emissari milanesi della famiglia di 'ndrangheta dei De Stefano di Reggio Calabria per riciclare il denaro provento delle attività illecite di una delle cosche più potenti. L'inchiesta coordinata dalla Dda di Reggio Calabria, infatti, ipotizza che tra i fondi neri della Lega finiti all'estero vi possa essere anche il denaro frutto degli affari illeciti della cosca De Stefano, fatto confluire nella massa di denaro gestita da Belsito allo scopo di riciclarlo e ripulirlo per nuovi investimenti.