"Rimborsopoli": interrogato Giulio Serra (Insieme per la Calabria)

serragiuliodi Claudio Cordova - Nel giorno in cui la Corte dei Conti bacchetta il Consiglio Regionale sulla rendicontazione delle spese dei gruppi consiliari, l'indagine "Rimborsopoli", della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, segna un nuovo passaggio: a essere interrogato dai pubblici ministeri Ottavio Sferlazza e Matteo Centini è il capogruppo di "Insieme per la Calabria", Giulio Serra. Il consigliere regionale – leader del partito di Antonio Rappoccio, altro consigliere finito nelle maglie della Procura della Repubblica di Reggio Calabria – viene ascoltato nell'ambito dell'inchiesta condotta sulle spese pazze al Consiglio Regionale della Calabria, effettuate con i soldi dei gruppi consiliari. Non è dato sapere se Serra venga ascoltato anche con riferimento alle vicende che ruotano attorno alla figura di Rappoccio.

In ogni caso, Serra, accompagnato dai propri avvocati difensori, ha scelto di rispondere ai pm. E' il sesto consigliere regionale ascoltato in queste settimane: dopo Luigi Fedele e Giampaolo Chiappetta (Pdl) e Nino De Gaetano (attualmente del Pd, ma coinvolto per le vicende riguardanti Rifondazione Comunista), alcuni giorni fa hanno sfilato al sesto piano del Cedir sia Sandro Principe (del Partito Democratico), sia Giovanni Bilardi, ex capogruppo della Lista Scopelliti presidente e oggi senatore della Repubblica nei ranghi di Grande Sud.

Interrogatori con cui gli inquirenti stanno provando a dipanare la matassa sulle varie posizioni, che fin dall'inizio sono comunque apparse differenti l'una dall'altra. Le audizioni al Cedir servono in tal senso: a fornire la possibilità agli indagati di dare una versione alternativa rispetto all'impostazione accusatoria, ma anche a fare i dovuti distinguo tra le varie gestioni portate avanti negli anni dai capigruppo-tesorieri.
Nelle scorse settimane è scoppiato il caso, arrivato anche sugli organi di stampa nazionali. I politici regionali, negli anni 2010 e 2011, si sarebbero fatti rimborsare di tutto: dai caffè ai "Gratta&Vinci", ma anche una serie di benefit connessi ai viaggi effettuati per "rappresentanza". Oltre 500mila euro, inoltre, sarebbero senza giustificazione nei rimborsi inseriti nei rendiconti 2010 e 2011. Una somma "scoperta" perché priva di giustificazione, dato che mancherebbero scontrini o fatture per motivare le uscite. Successivamente, le Fiamme Gialle, su input della Procura di Reggio Calabria, hanno acquisito i rendiconti del 2012, infine si è arrivati agli anni 2007, 2008 e 2009.

Sono in tutto tredici i politici indagati dalla Procura di Reggio Calabria: Emilio De Masi (Idv), Sandro Principe (Partito Democratico), Vincenzo Antonio Ciconte (ex capogruppo Autonomia e Diritti), Agazio Loiero (ex Governatore della Calabria, ma attualmente capogruppo di Autonomia e Diritti), Giuseppe Bova (ex presidente del Consiglio Regionale), Nino De Gaetano (Partito Democratico, ma indagato per il periodo in cui era nei ranghi di Rifondazione Comunista) Giulio Serra (Insieme per la Calabria), Giampaolo Chiappetta (Pdl). A comparire davanti ai pm anche tre assessori regionali: oltre a Luigi Fedele del Pdll dovranno essere anche altri due assessori, Alfonso Dattolo (Udc), Pino Gentile (Pdl, già Forza Italia) e il sottosegretario Alberto Sarra (in passato capogruppo di Alleanza Nazionale). Tra gli indagati anche un parlamentare della Repubblica, il neosenatore Giovanni Bilardi (fino a pochi mesi fa capogruppo della Lista Scopelliti Presidente).