È sempre più difficile fare rifornimento in Calabria, dove la crisi delle forniture di benzina e gasolio sta mettendo a dura prova automobilisti e attività produttive. A Cosenza la maggior parte delle stazioni di servizio ha già esaurito le proprie disponibilità, con ripercussioni pesanti sulla circolazione e attese prolungate davanti agli impianti ancora operativi.
La situazione, già critica nella giornata di ieri, si è ripresentata anche questa mattina. Le preoccupazioni legate alle difficoltà di approvvigionamento, provocate dal blocco alla raffineria di Taranto nel contesto delle proteste legate all’Ilva, si sommano all’annuncio dello sciopero dell’autotrasporto in Calabria a partire da domani. Un quadro che ha spinto numerosi cittadini a cercare di fare il pieno prima di un possibile aggravamento dell’emergenza, provocando lunghe file e rallentamenti sulle strade.
Le difficoltà non riguardano soltanto il capoluogo bruzio. Anche a Lamezia Terme si registrano problemi analoghi: diversi distributori, soprattutto quelli caratterizzati da prezzi più contenuti, tra cui gli impianti Eni, hanno interrotto il servizio dopo aver terminato le scorte. Le mancate consegne, legate alle criticità che interessano la raffineria tarantina, stanno compromettendo la regolarità dei rifornimenti destinati al Mezzogiorno.
Gli impianti che dispongono ancora di carburante continuano a ricevere numerosi automobilisti, alcuni dei quali intenzionati a garantirsi una riserva per i prossimi giorni. In diversi punti della rete distributiva si alternano cartelli che segnalano l’esaurimento delle scorte e file di veicoli in attesa di accedere alle pompe.
Alle difficoltà nelle forniture si aggiunge la mobilitazione delle categorie produttive. Per domani sono in programma iniziative di protesta promosse da agricoltori e operatori del settore in diverse aree della provincia di Cosenza, da Rende a Montalto Uffugo, passando per i territori ionico e tirrenico. Al centro della contestazione, l’aumento dei costi del carburante e il peso crescente delle spese necessarie a sostenere le attività produttive.
Le manifestazioni puntano a riportare l’attenzione del Governo sulle difficoltà che da mesi interessano la filiera, tra il prezzo del gasolio, i rincari dei fattori produttivi e le condizioni di mercato sempre più gravose per imprese e lavoratori.
Uno dei presidi annunciati a Lamezia Terme interesserà la zona della rotatoria nei pressi dell’aeroporto. La mobilitazione potrebbe avere conseguenze sulla viabilità, in particolare per i mezzi in arrivo dalla strada statale 280 e per quelli diretti allo scalo dalla statale 18.
Con le riserve dei distributori in progressivo esaurimento e le proteste ormai imminenti, cresce dunque l’incertezza sulla possibilità di garantire la normale mobilità nei prossimi giorni. L’evoluzione della crisi dipenderà anche dalla ripresa delle consegne e dalla durata delle iniziative di protesta.
«Seguo con costante attenzione e viva preoccupazione quanto sta avvenendo da questa mattina in Calabria, dove lo sciopero degli autotrasportatori sta provocando una grave carenza di diesel e gasolio nella rete dei distributori, costringendo migliaia di cittadini a file estenuanti e generando pesanti disagi alla vita quotidiana e all’economia del nostro territorio. Di fronte a queste criticità, tuttavia, il Governo dimostra ancora una volta di esserci e di intervenire con fatti concreti».
Lo dichiara in una nota la senatrice calabrese della Lega, Tilde Minasi.
«Proprio oggi l’Aula del Senato ha dato il via libera al decreto carburanti – spiega la senatrice –, un provvedimento cruciale che vede un incremento di ben 16 milioni di euro rispetto alle misure già varate dall’esecutivo, a testimonianza della grandissima attenzione dimostrata dal Ministro verso il settore e i territori. Tra i punti cardine c’è la riduzione delle accise sul gasolio: passi tangibili e tempestivi per arginare una situazione straordinaria che ha una genesi puramente mondiale e internazionale, e che certamente non dipende da questo Governo».
«Da settimane e mesi, infatti, stiamo assistendo a gravi carenze di forniture e tensioni sui mercati che colpiscono indiscriminatamente tutti i Paesi e tutti i continenti. In questo contesto così complesso – prosegue Minasi –, l’Italia può rivendicare i prezzi alla pompa più bassi d’Europa: grazie al price cap introdotto dal Governo, oggi il gasolio è calmierato a 2,19 euro e la benzina a 1,99 euro al litro. Sono tariffe che nessun altro partner europeo è riuscito a garantire: basti guardare a nazioni come la Germania, dove i costi hanno ampiamente sfondato la soglia dei 2,50 euro al litro. Questo a riprova che l’azione dell’esecutivo sta mitigando con efficacia l’impatto della crisi sui cittadini».
«Comprendo perfettamente le istanze e le difficoltà della categoria, ma in un frangente internazionale già così aspro auspico che gli autotrasportatori possano venire incontro ai cittadini, per superare insieme questo momento delicato senza ulteriori disagi per le nostre famiglie e le nostre imprese. L’attenzione delle istituzioni e del Governo rimane massima per garantire le giuste tutele e le risposte che i lavoratori del comparto meritano», conclude Minasi.
