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“Vite Salvate” scuote l’Odeon: a Reggio Calabria storie di giovani tra fragilità, violenza e riscatto

Storie dure, vite che rischiano di perdersi e una possibilità di riscatto che resta accesa anche quando tutto sembra precipitare. “Vite Salvate” è arrivato ieri, 26 settembre, al Cinema Odeon di Reggio Calabria, portando sul grande schermo un racconto che entra senza troppi filtri nel disagio giovanile. Il progetto della Jasmin’s Cinema Moda and Dance, diretto da Silvia Nasuti, è il risultato di anni di studio, laboratori cinematografici, cortometraggi, sacrifici e investimenti.

Ambientata a Reggio Calabria, l’opera attraversa mondi diversi ma spesso drammaticamente vicini: bullismo, droga, criminalità, narcisismo, famiglie che si disgregano, ragazzi costretti a fare i conti con scelte sbagliate e adulti che vivono ai margini della legalità. Le storie si incrociano mostrando quanto sottile possa diventare il confine tra una quotidianità apparentemente normale e una vita che prende una direzione pericolosa.

È proprio qui che si trova il cuore di “Vite Salvate”. La violenza non è fine a se stessa, ma diventa il punto di partenza per parlare delle conseguenze delle azioni e della possibilità di fermarsi prima che sia troppo tardi. Anche quando il racconto si fa crudo, rimane infatti una via d’uscita: reagire, scegliere diversamente, ricominciare.

A dare forza alle storie è soprattutto il cast, nel quale giovani e giovanissimi interpreti riescono a risultare credibili nelle rispettive parti. Vincenzo Amodeo e Matilde Casile, protagonisti, sostengono il racconto con interpretazioni intense, dando consistenza alle fragilità e ai conflitti dei loro personaggi. Il giovanissimo Giuseppe Musarella interpreta invece l’alunno “tossico” e delinquente, un ruolo difficile nel quale riesce a mostrare sicurezza, spontaneità e naturalezza davanti alla macchina da presa. Pino Condò si distingue per una presenza incisiva.

Cetty Crupi, nel ruolo della moglie di Giuseppe, porta sullo schermo sensibilità e misura. Enzo Cianci, nei panni del bidello, costruisce un personaggio spontaneo e credibile. Claudia Infortuna ed Emma Calabrò si inseriscono efficacemente nel racconto con interpretazioni naturali e convincenti.

Tra i momenti più drammatici c’è la vicenda affidata a Gioconda Aricò, che interpreta con forte intensità una donna uccisa da un finto corriere. Il giovane Davide Condò affronta invece un ruolo particolarmente cruento, misurandosi con le sequenze più dure con una convincente forza espressiva.

È nella trama criminale che “Vite Salvate” mostra uno dei suoi volti più cupi. Francesco Trunfio interpreta con autorevolezza il boss attorno al quale ruota parte della vicenda. Il suo destino segna anche l’epilogo della storia: viene ucciso dal clan rivale dopo aver assassinato il boss avversario davanti alla figlia, innescando una spirale di vendetta.

Accanto a lui emerge Fabio Massimo Prestipino, nei panni del braccio destro del boss. Dietro l’apparente normalità del lavoro in un bar si nasconde un uomo coinvolto nel traffico di droga e negli omicidi commissionati dal capo. Prestipino restituisce questa doppia dimensione con una prova espressiva, realistica e spontanea, mostrando una naturalezza particolarmente adatta alla macchina da presa. L’intesa nelle scene condivise con Trunfio rende ancora più credibile il rapporto tra il boss e il suo uomo di fiducia.

Sul fronte opposto c’è Giuseppe Costera, interprete del boss rivale, convincente nel dare tensione e durezza a un personaggio centrale negli equilibri criminali della storia.

Dietro tutto questo c’è Silvia Nasuti, che in “Vite Salvate” assume una doppia veste: regista e attrice. Nasuti guida il progetto dietro la macchina da presa e contemporaneamente entra nel racconto, segno di un coinvolgimento personale in un lavoro maturato negli anni. Tra gli interpreti c’è anche la piccola Jasmin Malafarina, che porta sullo schermo freschezza e una naturalezza capace di arrivare con immediatezza.

Nel cast figurano inoltre Nikol Rosaria Manduci, Rosalinda Doldo, Maria Luisa Scafaria, Grace Doni, Nunzio Doni, Chiara Fortunata Cimarosa, Ileana Berlingieri, Francesca Latella, Pasquale Alessio Cogliandro, Emanuela Bernadette Cogliandro, Domenico Falduto, Francesca Lauretta, Grazia Perdicaro, Maria Mazzamuto e Marco Bacilleri.

Quella di ieri all’Odeon non è stata, del resto, la prima vetrina importante per il progetto. Il trailer di “Vite Salvate” era già stato presentato al Forum FEDIC nell’ambito dell’81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, anticipando attraverso un montaggio serrato e dialoghi diretti l’impronta scelta per raccontare le crepe di una generazione e le conseguenze di un disagio che può manifestarsi dentro casa, a scuola o sulla strada.

Il percorso di “Vite Salvate”, però, non si ferma qui. È già prevista una seconda serie e le nuove riprese sono ormai prossime all’inizio, dando continuità a un progetto nato con l’intento di utilizzare il cinema per affrontare problematiche sociali e raccontare storie di caduta e riscatto.

A conclusione di questa tappa, Silvia Nasuti, presidente della Jasmin’s, ha ringraziato il sindaco e l’assessore del Comune di Motta San Giovanni Enza Mallamaci per aver creduto nell’iniziativa e per il patrocinio concesso. Il suo ringraziamento è andato anche a Cetty Crupi, sceneggiatrice, Enzo Cianci, fonico e aiuto regia, Pino Condò, secondo aiuto regia, ed Enzo Cogliandro, operatore, insieme agli attori e a tutte le persone che, anche con una piccola parte, hanno contribuito a trasformare il progetto in immagini.

Il titolo, alla fine, racchiude il senso dell’intero lavoro. “Vite Salvate” parla di vite che possono precipitare, ma che possono anche cambiare direzione. Ed è proprio ai più giovani che sembra rivolgersi con maggiore forza: mostrare il buio senza nasconderlo, ma ricordare che una scelta diversa può ancora riscrivere il finale.

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