La Fp Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, tornata ai tavoli della contrattazione collettiva il 6 agosto 2026 dopo 18 mesi di assenza, a seguito della sottoscrizione della pre-intesa e della successiva stipula definitiva del CCNL Funzioni Centrali 2025-2027, interviene sulla riunione svoltasi nei giorni scorsi alla Corte d’appello di Catanzaro. All’ordine del giorno c’era la ripartizione del Fondo risorse decentrate per l’anno 2024.
Secondo quanto riferisce la Fp Cgil Area Vasta, la parte pubblica ha proposto, per la quota oggetto di contrattazione, una distribuzione che avrebbe interessato circa 95 lavoratrici e lavoratori su un totale di 221, con un importo stimato di circa 150 euro netti a testa. Una soluzione che il sindacato considera troppo limitata rispetto alla platea del personale.
La RSU, nella quale sei componenti su dieci sono eletti nelle liste della Fp Cgil Area Vasta, si è confrontata al proprio interno e ha raccolto le osservazioni del personale, che ha espresso insoddisfazione per le ripartizioni degli anni precedenti. La maggioranza della RSU ha quindi proposto di estendere la distribuzione al 95% della platea. La Fp Cgil ha sostenuto questa proposta, ritenendo necessario riconoscere il contributo del maggior numero possibile di lavoratrici e lavoratori.
«Ci saremmo aspettati un confronto nel merito anche dalle altre sigle sindacali presenti al tavolo – dichiara la Fp Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo –. Hanno invece sostenuto la proposta della parte pubblica senza avanzare una soluzione capace di tenere conto della posizione espressa dalla maggioranza della RSU. Il compito del sindacato è rappresentare e tutelare tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti».
Per la Fp Cgil Area Vasta, quanto accaduto desta preoccupazione anche alla luce del recente ritorno della sigla al tavolo della contrattazione. «Le divergenze tra organizzazioni sindacali sono legittime, ma devono tradursi in un confronto sulle proposte, nell’interesse del personale. Continueremo a sostenere una ripartizione più ampia delle risorse e a chiedere che la voce della RSU sia ascoltata», conclude il sindacato.
