Nella giornata di ieri si sono svolte due importanti iniziative promosse e organizzate dalla Fondazione RaGi, presieduta da Elena Sodano: due tappe fondamentali di un percorso speciale dedicato al Mese Alzheimer, pensato non per celebrare una semplice data sul calendario, ma per dare risposte concrete, vicinanza autentica e sollievo a chi affronta ogni giorno la sfida complessa e dolorosa della demenza.
Tutto è iniziato nel pomeriggio tra le mura del Centro Diurno Umberto I di Catanzaro, una realtà pionieristica e un’oasi di dignità unica in Calabria, integrata dall’esperienza rivoluzionaria di CasaPaese a Cicala. Durante l’incontro, coordinato con profonda sensibilità dalla giornalista Alessia Burdino, il momento più toccante e intenso è stato la voce data direttamente alle famiglie. Attraverso testimonianze vive, sincere e prive di filtri, i caregiver hanno raccontato la fatica quotidiana, il carico assistenziale ed emotivo che spesso li schiaccia nel silenzio della propria casa, portando i bisogni reali della vita di tutti i giorni dritto agli occhi e al cuore delle istituzioni presenti.
All’ascolto partecipe e attento dell’assessore regionale alle Politiche Sociali, Pasqualina Straface, e del consigliere regionale Marco Polimeni, si è affiancata la certezza di un cambio di passo decisivo. È emersa con forza la necessità di un impegno immediato da parte dei vertici regionali e di un’azione congiunta capace di incidere sia a livello regionale che sul piano delle interlocuzioni statali e nazionali. L’obiettivo prioritario è superare la stagione dell’assistenzialismo frammentato per strutturare un vero e proprio “progetto di vita” coordinato, garantendo un’integrazione reale tra sanità e welfare, l’abbattimento delle barriere burocratiche per l’accesso ai servizi, e lo stanziamento di risorse certe e stabili. Un’azione politica decisa che punta a valorizzare e finanziare il Piano Nazionale Demenze e a far riconoscere a livello centrale modelli sociali innovativi come quelli ideati e portati avanti con coraggio dalla Fondazione RaGi.
Ma la cura, per essere davvero umana e pervasiva, ha bisogno di uscire dalle strutture, di camminare tra la gente e respirare la vita dei territori. Così, al calar della sera, il percorso organizzato dalla RaGi si è spostato nella suggestiva cornice di Amantea, dove una straordinaria sinergia di forze ha fatto letteralmente quadrato attorno alle famiglie e alla Fondazione. A sposare e sostenere con convinzione il progetto sono stati i club Rotary E-Club Al Mantiàh, Rotary Aurora Ionica, Rotary Club Catanzaro, Rotary Club Catanzaro Tre Colli, Rotary Club Locri, Rotary Club Palmi, Rotary Club Riviera dei Cedri e l’Inner Wheel, a cui si aggiungeranno presto altre realtà territoriali pronte ad ampliare la rete. Insieme hanno dato il via ufficiale al progetto itinerante “Ovunque tu sia. Noi ci siamo.”
Un’alleanza capillare di solidarietà che porterà la cultura della demenza dritto nel tessuto sociale delle comunità attraverso quattro pilastri concreti: l’opuscolo guida “Il Piccolo”, nato dalle risposte reali date ai familiari durante i Caffè Alzheimer; il cartone animato “La storia di Nonno Ugo” per educare i bambini e i ragazzi nelle scuole all’empatia e al rispetto della fragilità; percorsi continui di formazione dedicati ai caregiver per non farli sentire mai più soli; fino agli screening gratuiti sul territorio per favorire la diagnosi precoce e la prevenzione.
Questo cammino di dignità, diritti e speranza tracciato da Elena Sodano e dalla sua Fondazione prosegue ora a passo fermo verso la prossima tappa: l’appuntamento è già fissato per il prossimo 30 settembre a Cicala, nella cornice ricca di significato di CasaPaese. In quell’occasione la Fondazione RaGi ritroverà l’assessore Pasqualina Straface insieme all’Arcivescovo di Catanzaro-Squillace, Monsignor Claudio Maniago, per continuare a costruire, insieme alle istituzioni civili e religiose, una grande storia fatta di ascolto, tutela della persona e concreta vicinanza.
Perché anche quando la memoria sfuma e i ricordi sembrano perdersi, la dignità della persona resta intatta. E sapere che lungo questo cammino c’è una rete istituzionale e comunitaria pronta a dire “noi ci siamo” rappresenta la risposta più alta e più bella che si possa donare a chi lotta ogni giorno.
