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Concorsi pubblici, gli idonei rilanciano sulla legge regionale: “Non sia una scatola vuota”

Il Gruppo Idonei Concorsi torna a intervenire sulla proposta di legge attualmente all’esame del Consiglio regionale della Calabria e chiede che il provvedimento produca effetti concreti sulle procedure di reclutamento della Pubblica amministrazione.

L’associazione riferisce di avere intensificato nelle ultime settimane il confronto con diversi esponenti politici regionali e di avere predisposto una serie di proposte di modifica al testo.

«A seguito del proficuo e gentile riscontro ottenuto nei giorni scorsi dai consiglieri regionali Gianpaolo Bevilacqua e Marco Polimeni e del rinnovato interesse dell’onorevole Simona Loizzo, il nostro gruppo ha svolto un importante lavoro di sintesi e coordinamento», si legge in una nota.

Il lavoro avrebbe coinvolto anche altri gruppi di idonei presenti sul territorio calabrese, con l’obiettivo di raccogliere le principali richieste provenienti dalle diverse graduatorie e tradurle in emendamenti alla proposta normativa.

Per il gruppo, il punto centrale è evitare che l’intervento legislativo rimanga privo di effetti pratici. «Il nostro obiettivo prioritario sul piano regionale è chiaro: evitare che la norma si risolva in una scatola vuota, garantendo invece un testo performante, incisivo e immediatamente applicabile nelle procedure di reclutamento della Pubblica Amministrazione regionale».

Nella nota viene richiamata anche la posizione espressa dal deputato Alfredo Antoniozzi, vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, che nei giorni scorsi aveva affrontato pubblicamente il tema. Il Gruppo sottolinea però come la propria iniziativa non sia limitata alla Calabria.

L’obiettivo dichiarato è infatti arrivare anche a una disciplina nazionale in grado di definire in maniera più precisa la posizione di chi supera un concorso pubblico senza rientrare immediatamente tra i vincitori.

«Un intervento normativo chiaro non è più rinviabile: occorre definire e blindare una volta per tutte lo status e la posizione giuridica dell’idoneo di concorso», sostiene il Gruppo, che lamenta l’esistenza di interpretazioni giuridiche non sempre uniformi sul tema.

Per costruire una proposta più ampia è stata quindi avviata una consultazione tra le numerose graduatorie che aderiscono alla realtà nazionale, con la raccolta di indicazioni, criticità e proposte provenienti dai diversi territori.

«Siamo professionisti qualificati che hanno investito anni della propria vita, ingenti risorse economiche ed energie personali per studiare, prepararsi e superare selezioni pubbliche rigorose. Non siamo numeri, ma competenze già certificate dallo Stato», affermano gli esponenti del Gruppo.

Da qui l’appello rivolto alle forze politiche affinché il tema venga affrontato sia in Calabria sia a livello parlamentare.

«Invitiamo tutte le sigle e i partiti politici ad aprirsi alle nostre esigenze e a far proprio il nostro progetto di riforma», si legge ancora nel documento.

Il Gruppo annuncia infine che, in assenza di risposte, valuterà ulteriori iniziative. «Ove riscontrassimo l’ennesima disattenzione o inerzia da parte del legislatore, siamo pronti ad attivarci con ogni strumento democratico a nostra disposizione per rappresentare noi stessi nelle sedi opportune».

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