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Dialisi nel Cosentino, Madeo contro la riorganizzazione: “No al depotenziamento dei centri”

La riorganizzazione dei centri dialisi nella provincia di Cosenza finisce al centro dell’attenzione del Consiglio regionale. La consigliera Rosellina Madeo ha chiesto l’audizione in commissione Sanità del coordinatore nazionale dell’Associazione nazionale emodializzati, Pasquale Scaramuzzo, dopo le preoccupazioni manifestate dai pazienti e dalle loro famiglie.

«Vicini a tutti i pazienti in dialisi e alle loro famiglie che, attraverso l’Associazione nazionale emodializzati, hanno sollevato paura e preoccupazione per la recente riorganizzazione dei centri di assistenza», afferma Madeo, annunciando di avere depositato formalmente la richiesta di audizione.

Al centro della polemica c’è l’ipotesi di trasformare alcuni Centri dialisi ad assistenza decentrata, i cosiddetti Cad, in Centri ad assistenza limitata, Cal. Una modifica che, secondo la consigliera regionale, comporterebbe una riduzione del livello di assistenza garantito ai pazienti, soprattutto per l’assenza continuativa del nefrologo nelle strutture interessate.

«Scandaloso che i pazienti dializzati della provincia di Cosenza siano abbandonati a loro stessi», sostiene Madeo. La consigliera contesta in particolare la trasformazione dei Cad, nei quali è prevista la presenza del medico nefrologo, in ambulatori con un modello assistenziale più limitato.

Una scelta che, a suo giudizio, rischierebbe di avere conseguenze ancora più pesanti nei territori periferici e lontani dalle strutture ospedaliere maggiormente attrezzate.

«No a questo declassamento che, specialmente nelle zone disagiate distanti dagli ospedali più performanti, suona come un vero e proprio colpo di grazia. Si tagli sulle spese inutili e non sulla pelle dei cittadini», afferma.

Madeo collega inoltre il problema alla carenza di specialisti nella sanità calabrese, sostenendo che la soluzione non possa passare attraverso una riduzione dei servizi territoriali.

«Non è declassando e depotenziando che si aggiusta la medicina di prossimità o si rende sufficiente il numero di specialisti per i pazienti in cura nelle nostre strutture», sottolinea, tornando anche sul tema delle condizioni lavorative dei medici in Calabria.

Secondo la consigliera, la difficoltà nel reperire professionisti sarebbe legata anche «alla difficoltà che hanno in Calabria di conseguire i naturali scatti di carriera e di ottenere un compenso adeguato alle proprie mansioni».

La questione, aggiunge Madeo, deve essere valutata tenendo conto delle particolari condizioni delle persone costrette a sottoporsi periodicamente alla dialisi e delle ripercussioni che il trattamento ha sulla loro vita quotidiana.

«Trasformare i Centri dialisi ad assistenza decentrati in semplici Centri ad assistenza limitata significa privare i pazienti dializzati di quel diritto alla salute sancito chiaramente dalla nostra Costituzione», afferma.

Da qui la richiesta di ascoltare in commissione Sanità il rappresentante nazionale dell’Aned, affinché possa fornire elementi e chiarimenti sulle conseguenze della riorganizzazione.

Madeo chiede infine di fare chiarezza sulle disposizioni regionali relative alla rete dialitica. «Se è vero che la Regione prevede che possano sorgere nuovi Centri dialisi ad assistenza limitata, non è altresì minimamente previsto il depotenziamento di quelli già esistenti. La chiarezza e la salute prima di tutto», conclude.

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