C’è anche la Prefettura di Reggio Calabria al centro degli accertamenti sul caso Revolut, dopo l’esposizione dei dati che avrebbe interessato complessivamente 680 clienti della società. Sul dossier resta alta l’attenzione delle autorità italiane.
«Banca d’Italia segue con attenzione l’evolversi della situazione», riferiscono fonti dell’istituto centrale all’Adnkronos.
Tra gli utenti i cui dati sono stati coinvolti nell’incidente informatico figurerebbero anche otto cittadini italiani. Il dato è emerso nel corso di un’interrogazione parlamentare, durante la quale la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro ha riportato gli elementi raccolti dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale.
L’Acn era stata informata da Revolut lo scorso 12 settembre della possibile compromissione. La società, essendo un soggetto di diritto britannico, non rientra tuttavia tra quelli sottoposti agli obblighi previsti in Italia dalla normativa Nis e non sarebbe quindi tenuta a effettuare notifiche all’Agenzia nazionale.
Uno degli aspetti sui quali si stanno concentrando le verifiche riguarda la compromissione di un indirizzo di posta elettronica certificata riconducibile alla Prefettura di Reggio Calabria. «Sono in corso le indagini», ha spiegato Ferro.
Del caso sono state informate anche la Polizia postale e la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, mentre prosegue il confronto tra le autorità e Revolut per ricostruire con precisione quanto accaduto.
La società, interpellata dall’Adnkronos, ha inoltre fatto sapere di non avere ricevuto richieste di riscatto in relazione ai dati sottratti.
Gli elementi disponibili finora indicherebbero che non ci sarebbe stata una violazione diretta dei sistemi informatici di Revolut e che il denaro depositato dai clienti non sarebbe stato compromesso. La fuoriuscita delle informazioni sarebbe avvenuta invece dopo alcune richieste provenienti da un indirizzo associato a un dominio appartenente a un’amministrazione italiana, individuata proprio nella Prefettura di Reggio Calabria.
Le verifiche proseguono per chiarire modalità, responsabilità ed eventuale utilizzo dei dati personali e finanziari finiti all’esterno.
