Conto alla rovescia per il ritorno sui banchi in Calabria. Domani, martedì 15 settembre, riprenderanno le lezioni anche negli istituti della regione, insieme a quelli di Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana. Per studenti, famiglie e docenti il nuovo anno scolastico porta con sé numerosi cambiamenti: dall’ingresso strutturale dell’intelligenza artificiale nella didattica alle nuove Indicazioni nazionali, fino alle regole su smartphone, condotta ed educazione sessuale.
La ripartenza delle scuole italiane, che interessa complessivamente circa 8 milioni di studenti, procede secondo calendari regionali differenti. I primi a tornare in aula sono stati gli alunni di Bolzano il 7 settembre, seguiti il 10 settembre da Veneto, Valle d’Aosta e Trento. Oggi, 14 settembre, è invece il turno di Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Umbria.
Dopo la Calabria e le altre regioni previste per il 15 settembre, mercoledì 16 toccherà ad Abruzzo, Basilicata e Sardegna. La Puglia chiuderà il calendario delle riaperture giovedì 17 settembre.
Tra gli elementi destinati a incidere maggiormente sulla vita quotidiana nelle classi resta il divieto di utilizzare gli smartphone in tutti gli ordini e gradi scolastici, compreso il loro impiego per finalità didattiche.
Cambiano anche le conseguenze legate alla condotta. Nelle scuole medie e superiori le valutazioni insufficienti avranno un peso maggiore rispetto al passato e potranno incidere direttamente sull’ammissione alla classe successiva. Per le sospensioni più lunghe, inoltre, l’allontanamento dalle lezioni potrà essere accompagnato da attività di volontariato e percorsi con finalità educative.
Ma la trasformazione più rilevante sul piano didattico riguarda il primo ciclo di istruzione. Con il nuovo anno entrano infatti gradualmente in vigore le nuove Indicazioni nazionali previste dal Decreto ministeriale 221/2025, che sostituiscono quelle risalenti al 2012.
La novità, almeno nella prima fase, non coinvolgerà contemporaneamente tutte le classi. Il nuovo impianto sarà applicato alla scuola dell’infanzia e alle prime classi della primaria e della secondaria di primo grado. Gli studenti che hanno già iniziato il proprio percorso continueranno invece a seguire il precedente ordinamento fino alla conclusione del ciclo.
Tra le possibilità previste c’è anche l’introduzione anticipata e facoltativa del cosiddetto “Lel”, il Latino per l’Educazione Linguistica, nelle seconde e terze classi della scuola media. L’obiettivo non sarà soltanto quello di avvicinare gli studenti alle regole grammaticali della lingua latina, ma anche di mostrare quanto il latino abbia inciso sulla formazione dell’italiano, sul lessico e sulla cultura contemporanea.
Nel corso dell’anno saranno inoltre definiti i nuovi programmi destinati alle scuole superiori, la cui applicazione è prevista a partire dall’anno scolastico successivo.
Un altro capitolo centrale riguarda l’intelligenza artificiale. Con la nuova stagione scolastica l’IA esce dalla dimensione della “sperimentazione isolata” per entrare in maniera più stabile nell’organizzazione e nella didattica degli istituti.
Il quadro normativo è legato anche alla piena operatività dell’AI Act europeo e alle disposizioni nazionali di adeguamento. Le scuole saranno chiamate a dotarsi di regole interne per disciplinare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte degli studenti e del personale, con particolare attenzione alla sicurezza, alla trasparenza, alla tutela dei dati e agli aspetti etici.
È prevista anche la costituzione di Comitati tecnico-etici territoriali con il compito di accompagnare l’introduzione delle nuove tecnologie, verificandone le modalità di utilizzo e fornendo indicazioni alle comunità scolastiche.
L’intelligenza artificiale e le questioni etiche collegate al suo impiego troveranno inoltre spazio nell’Educazione civica, con l’obiettivo di fornire agli studenti strumenti per comprendere potenzialità e rischi delle nuove tecnologie.
A sostegno di questa trasformazione è previsto un piano da 200 milioni di euro del ministero dell’Istruzione e del Merito. La metà delle risorse, 100 milioni, sarà destinata alla formazione continua degli insegnanti. Gli interventi punteranno anche a promuovere un utilizzo consapevole degli strumenti digitali e a contrastare fenomeni come dipendenza dai social e abusi online tra i minori.
Tra le altre misure che caratterizzeranno il nuovo anno scolastico figurano la possibilità di ricorrere allo psicologo su richiesta, controlli con metal detector nelle realtà considerate maggiormente a rischio e il consenso informato delle famiglie per determinate attività legate all’educazione sessuale.
Per le scuole calabresi, dunque, la campanella di domani non segnerà soltanto l’inizio delle lezioni, ma anche l’avvio di un anno caratterizzato da numerosi cambiamenti sul fronte della didattica, delle tecnologie e delle regole di comportamento.
