Una struttura attesa da quasi vent’anni entra finalmente a pieno regime all’ospedale Annunziata di Cosenza. È operativo il nuovo blocco cardio-toraco-vascolare, destinato a diventare un punto di riferimento per un’area che comprende circa 700mila abitanti e a ridurre il ricorso alle cure fuori regione per gli interventi cardiochirurgici più complessi.
L’attività clinica è partita nei giorni scorsi e ha già portato all’esecuzione dei primi tre interventi: una sostituzione di valvola aortica unicuspide, un triplice bypass aortocoronarico con doppia mammaria e un’operazione combinata sull’aorta ascendente, sulla valvola aortica e sulle coronarie.
Il nuovo assetto nasce dalla collaborazione tra l’Azienda ospedaliera di Cosenza e l’Università della Calabria. Il reparto dispone di 16 posti letto e di tre sale operatorie di ultima generazione: una dedicata alla cardiochirurgia, una alla chirurgia toracica e una sala ibrida.
A supportare la nuova attività è arrivato anche un consistente rafforzamento degli organici, con 88 nuove assunzioni nel comparto sanitario. Tra queste figurano 10 cardiochirurghi, 43 infermieri e una squadra specializzata in cardioanestesia.
Per il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Vitaliano De Salazar, l’avvio del nuovo blocco segna un passaggio decisivo per la sanità cosentina. «Abbiamo completato le sale operatorie e le assunzioni e oggi inizia ufficialmente l’attività. Credo che sia un risultato storico per Cosenza».
De Salazar ha ricordato come l’apertura di un centro di cardiochirurgia nella provincia fosse tra gli obiettivi indicati dal presidente della Regione Roberto Occhiuto, sottolineando anche il peso economico della mobilità sanitaria. «La cardiochirurgia comporta una migrazione sanitaria di oltre 10 milioni di euro all’anno: con i nostri professionisti di talento abbiamo l’ambizioso obiettivo di invertire la tendenza».
L’avvio del reparto rappresenta anche un risultato significativo sul fronte universitario. Il rettore dell’Unical, Gianluigi Greco, ha ricordato il lungo percorso che ha preceduto l’apertura. «Erano quasi 20 anni che si parlava dell’apertura di questa unità e finalmente ci siamo riusciti grazie a una profonda sinergia e a una forte unione di intenti tra l’Azienda ospedaliera e l’Università».
Secondo Greco, la nuova cardiochirurgia manda anche un segnale ai cittadini calabresi, offrendo la possibilità di accedere sul territorio a prestazioni di elevata complessità. «C’è una sanità di alta qualità e finalmente potranno trovare cure qui in Calabria».
La collaborazione con l’Università potrebbe inoltre aprire nuove prospettive per la formazione dei medici. La presenza di due professori universitari nel reparto consentirà infatti di avviare l’iter per chiedere l’attivazione di una scuola di specializzazione.
Tra le figure centrali del nuovo assetto c’è il professor Daniele Maselli, docente straordinario dell’Unical e specialista con una lunga esperienza nel campo della cardiochirurgia endoscopica. «Il mio compito istituzionale è quello di mettere a disposizione di questa nuova divisione la mia esperienza trentennale», ha spiegato.
Maselli lega però il proprio impegno anche alla formazione dei professionisti del futuro. «Nutro anche un obiettivo molto personale: formare una nuova generazione di chirurghi che possano raccogliere il testimone da me e dai miei mentori, dando un senso concreto a tutta la mia carriera».
A dirigere il reparto è il primario Luca Weltert, che descrive la nuova struttura come un centro dotato di tecnologie e standard assistenziali di alto livello. «Questo cambiamento è di prim’ordine, con una struttura costruita a regola d’arte», ha affermato, richiamando in particolare le dotazioni per il monitoraggio dei pazienti, il controllo del dolore e il trattamento delle patologie cardiochirurgiche.
«Oggi Cosenza si afferma come un centro di eccellenza per la cardiochirurgia», ha aggiunto Weltert, sottolineando però come una disciplina di questo tipo necessiti di una rete ospedaliera integrata e di diverse professionalità in grado di lavorare insieme.
Con l’entrata a regime del nuovo blocco, l’obiettivo dichiarato è ora quello di consolidare a Cosenza un’offerta cardiochirurgica stabile e di alta specializzazione, trattenendo in Calabria una quota crescente di pazienti che fino a oggi erano costretti a rivolgersi a strutture fuori regione.
