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Incendi nel Cosentino, il Comitato chiede lo stato di emergenza e il supporto dell’esercito

L’emergenza incendi che sta interessando vaste aree dell’Alto Tirreno cosentino e del Parco nazionale del Pollino spinge il Comitato cittadino per la tutela del territorio e contro gli incendi a chiedere un intervento straordinario delle istituzioni. L’organismo ha inviato una richiesta ufficiale al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, al prefetto di Cosenza, Rosa Maria Padovano, e al commissario straordinario del Parco del Pollino, Luigi Lirangi, sollecitando la dichiarazione dello stato di emergenza e il coinvolgimento dell’Esercito italiano nelle attività di contrasto ai roghi.

Secondo il Comitato, il supporto delle Forze armate consentirebbe di rafforzare il dispositivo antincendio regionale nel periodo più critico dell’estate, senza sostituire le strutture già operative.

«Non per sostituire, ma per affiancare e supportare l’operato di Calabria Verde, Protezione civile e Vigili del fuoco», spiegano i promotori dell’iniziativa, evidenziando come gli operatori siano «in perenne affanno per carenza di personale e mezzi», mentre il numero degli incendi registrati nelle ultime settimane, «buona parte di matrice dolosa», continua a crescere.

Nella richiesta inviata alle istituzioni viene sottolineata la necessità di un intervento urgente per salvaguardare il territorio, limitare i danni ambientali e contenere gli effetti che gli incendi stanno producendo sul patrimonio boschivo e sulle comunità locali.

«L’emergenza incendi sta ulteriormente aggravando le condizioni di vivibilità del territorio, con pesanti ricadute sulla rigenerazione della risorsa idrica e della vegetazione, sull’innalzamento delle temperature, sul dissesto idrogeologico, oltre che sulla salute pubblica, sull’immagine e sull’economia regionale», afferma il Comitato.

Tra le motivazioni avanzate viene richiamata anche la normativa che consente l’impiego delle Forze armate a sostegno delle strutture civili in presenza di situazioni emergenziali. L’eventuale contributo dell’Esercito potrebbe riguardare sia le attività di prevenzione, come la realizzazione di fasce tagliafuoco e piste forestali, sia il controllo del territorio attraverso uomini, mezzi e sistemi tecnologici, compresi i dispositivi di sorveglianza aerea.

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