Vibo Valentia
 

Trasferimento Centro Salute Mentale a Mileto: il "no" della Fp-Cgil

"La FP Cgil Area Vasta CZ KR VV - si legge in una nota - è preoccupata dell'immediato trasferimento del CSM di Vibo Valentia presso la sede di Mileto, disposto dal management aziendale dell'azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia. Non conosciamo le motivazioni che sottendono tale disposizione, ma siamo convinti che tali strutture (che si rivolgono a soggetti i cui bisogni derivano da incapacità o difetti gravi nello stabilire validi rapporti interpersonali e sociali) dovrebbero trovare la loro naturale collocazione nel normale contesto residenziale urbano, per favorire i processi di socializzazione e l'utilizzo di spazi ed attività per il tempo libero esistenti nella comunità; strutture dunque che devono essere viste non come spazio alternativo all'esterno, ma come spazio da cui transitare verso l'esterno, e nel quale trovare supporto e integrazione con la comunità. L'isolamento l'ubicazione periferica del CSM non fa altro che " psichiatrizzare" e marginalizzare la persona e delineare "paletti" fra un noi e un loro. Un altro aspetto da non sottovalutare per pazienti e familiari e la difficoltà di raggiungere la sede di Mileto con i mezzi pubblici. Invitiamo pertanto il management dell'azienda a riflettere e riconsiderare i numerosi aspetti e le numerose dinamiche che sottendono tale incongrua decisione. Sarebbe interessante che l'azienda si concentrasse per trovare una soluzione alla scarsità di personale nel Dipartimento di salute mentale, medici, infermieri, assistenti sociali, psicologi ,educatori sono ridotti al minimo, impossibilitati a garantire un assistenza dignitosa e di qualità a persone ,la cui vita è già costellata da numerose difficoltà personali e familiari ( la pandemia è stata devastante in termini di sofferenza e garanzia di cure); queste sono le vere emergenze su cui bisognerebbe porre la massima attenzione e non rincorrere continui rimestamenti organizzativi che nulla hanno a che vedere con la vita delle persone più fragili e deboli di una comunità".