Reggio Calabria
 

Scioglimento Comune Bagaladi, il sindaco Curatola: ''Marchiare comunità è rischio per democrazia''

 

curatola federico"Incredulo, ho appreso la notizia dalla stampa e subito mi sono chiesto perché. Perché un'amministrazione giovane che ha posto al centro i principi di legalità e trasparenza deve vedersi umiliata in questo modo? Perché una comunità che ha liberamente tributato l'80% del consenso alla mia persona ed ai ragazzi che mi accompagnano deve vedere annullata la propria volontà democratica?". Non si dà pace Federico Curatola, sindaco di Bagaladi, a poche ore dalla decisione del Consiglio dei Ministri di sciogliere il Comune per infiltrazioni mafiose. Curatola, figlio di Angelo Curatola, a sua volta già sindaco del Comune della fascia ionica reggina, rivendica l'operato della propria Giunta: "Attendiamo di sapere quali sono le motivazioni che hanno portato alla decisione del Consiglio dei Ministri di sciogliere il Consiglio Comunale – ha proseguito - ma intanto posso affermare che non c'è niente che io debba rimproverarmi nel mio operato, improntato sempre alla crescita ed al bene comune sui binari della legalità. In questo momento di incredulità e di profondo dispiacere, proprio perché convinto della bontà e della correttezza della nostra azione amministrativa, il pensiero va ai miei concittadini che con tanta enfasi e convinzione mi hanno tributato un ampio consenso e sostenuto in questi due anni di attività apprezzando le iniziative realizzate e le modalità di gestione della cosa pubblica".

Nonostante l'amarezza, il giovane sindaco Curatola cerca comunque di mantenere un profilo istituzionale sulla vicenda, dichiarando di voler attendere le motivazioni con cui verrà spiegata la decisione del Consiglio dei Ministri: "Le motivazioni potranno chiarirci il dubbio che adesso ci attanaglia, ma saremo fermi ed irremovibili nel tutelare la nostra immagine e quella del paese di Bagaladi, comunità da sempre onorabile e libera da qualsiasi tipo di condizionamento o pressione mafiosa. Sono deluso oltre che amareggiato perché io, che sono stato sempre un fervido sostenitore delle Istituzioni, in questo frangente non ho sentito lo "Stato" vicino, l'ho sentito distante da me e dalla mia comunità. Vedere vanificato l'entusiasmo e l'impegno civile che abbiamo profuso in questi due anni, all'insegna della legalità, rischia di far perdere la fiducia nelle istituzioni, scoraggiando la partecipazione dei cittadini alla vita democratica e di dare così veramente ragione e campo libero all'antistato".

Secondo il ragionamento del sindaco, a pagare sarebbero sempre i Comuni più piccoli e non quelli dove le cosche della 'ndrangheta, invece, farebbero i più grossi affari: "Ci sarebbe da riflettere e tanto su questa legge che sancisce lo scioglimento dei Comuni, che guarda caso, sono sempre Comuni piccoli o di modeste dimensioni. Ma se la ndrangheta fa pressioni sui piccoli che non gestiscono praticamente nulla, non sarà interessata a maggior ragione sui Comuni che appaltano di più, che gestiscono milioni e milioni di euro?".

Una decisione, quella del Consiglio dei Ministri, che secondo Curatola suona come un'offesa per tutta le gente di Bagaladi, tacciata in maniera netta e decisa, di mafiosità: "Marchiare una comunità con lo scioglimento ed gruppo di persone perbene ed oneste, soprattutto in realtà difficili come le nostre, oltre ad essere un fatto grave rappresenta un rischio per la democrazia. Infatti ciò porterà tutte le persone perbene a fare un passo indietro rispetto all'impegno pubblico, spianando la strada ad avventurieri quando non ad appartenenti a cosche mafiose che non avrebbero nulla da perdere. Nonostante il momento difficile vorrei però ricordare a me stesso ed a tutti, che vale ancora la pena impegnarsi per il bene comune, dedicare la propria vita a ciò che si ama, alla propria comunità, alle cose in cui si crede. Io continuerò a farlo – conclude il sindaco Curatola - insieme a tutto il gruppo di splendidi ragazzi e ragazze che mi hanno coadiuvato nella gestione della cosa pubblica nel nostro paese.