Reggio Calabria
 

"Caso Miramare": si va verso un lungo rinvio

falcomatagiuseppe25gendi Claudio Cordova - Manca ancora l'ufficialità. Ma tutto lascia intendere che non arriverà entro la fine dell'estate la sentenza sul "Caso Miramare". I legali impegnati nel processo che vede alla sbarra, tra gli altri, il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà per l'assegnazione di una parte dello storico ex albergo, hanno ricevuto una comunicazione informale dalla cancelleria del Collegio presieduto da Fabio Lauria. Con un rinvio alla fine del mese di settembre.

Il processo nasce dopo che nel 2015, tramite una delibera della Giunta Comunale di Reggio Calabria, veniva affidato all'imprenditore Paolo Zagarella - già titolare dell'associazione "Il Sottoscala" - la gestione dell'immobile "Miramare", una struttura alberghiera molto nota nel reggino. A creare dei sospetti sulle modalità d'affidamento della struttura, parrebbe essere proprio la "cessione" diretta dell'immobile. La delibera in questione, infatti, fu approvata a maggioranza con l'assenza dell'allora assessore, Mattia Neto.

Un affidamento diretto, dunque, quello del Miramare nei confronti dell'imprenditore Zagarella che già all'epoca sembrerebbe intrattenesse rapporti di amicizia con l'attuale Sindaco Falcomatà.

Oltre a Falcomatà sono imputati anche l'ex segretario generale del Comune, Giovanna Acquaviva, l'ex dirigente Maria Luisa Spanò, gli assessori ed ex assessori Saverio Anghelone, Armando Neri, Patrizia Nardi, Giuseppe Marino, Giovanni Muraca, Antonino Zimbalatti e Agata Quattrone.

L'unica ad aver scelto la formula del rito abbreviato è Angela Marcianò. Ed è proprio con la stessa che il Sindaco si scontrerà duramente. Se, da una parte, dichiarerà di non aver preso parte alla firma della delibera e di essersi, anzi, opposta duramente, dall'altra - come riportato in un precedente articolo (leggi qui) - per il Gup Sergi: "La proposta di delibera, sottoposta all'attenzione della Giunta in data 16-07-2015 non veniva approvata quella data ma diveniva oggetto di una lunga e tribolata piattaforma dialettica a cui partecipava, in prima persona, la Marcianò; nonostante le accese discussioni per quello che l'imputata riteneva un illecito penale, alla fine l'assegnazione del Miramare a Zagarella veniva deliberata con un documento che veniva pubblicato in data 5-8-2015; anche la Marcianò approvava l'assegnazione, seppure con quelle precisazioni suggerite dall'ing. Romano e in parte trasfuse nella delibera n.101 e che, dirette a non modificare nulla nella sostanza, servivano a vestire di apparente legalità il favore che era stato fatto a Zagarella".

Una ricostruzione, quella della Marcianò, che dunque non convince appieno il Gup e che la porterà ad una prima condanna.

Dovrebbe di fatto saltare anche la prossima udienza prevista per lunedì 21 giugno. In quella sede dovevano essere escussi tutti i testi della difesa. Accadrà probabilmente non prima di settembre. Non è dato sapere perché, al momento.