Reggio, Ripepi: “Disponibile a confronto pubblico su beni confiscati per chiarire tutto alla luce del sole”

"Dopo la mia denuncia sull'eventuale assegnazione dei beni confiscati alla 'ndrangheta del Comune di Reggio Calabria e relativa richiesta di documentazione, la livorosa consigliera comunale Nancy Iachino ha mostrato la sua vera essenza, portando avanti contro di me una vendetta attestata da una chat di WhatsApp alla quale hanno preso visione tutti i consiglieri comunali. L'ex delegata ai Beni confiscati, avvolta dai fumi dell'odio che obnubilano la mente e il cuore, mi accusa di avere svolto l'attività di controllo sui beni confiscati per vendetta personale a causa di una sua fantomatica presa di posizione nei miei confronti allorquando una signora mi accusava di cose palesemente false". Lo afferma, in una nota, il consigliere comunale di Reggio Calabria, Massimo Ripepi.

"Preciso che la stessa – prosegue l'esponente della minoranza - non ha mai preso posizione nei miei confronti, né di nessun altro consigliere di opposizione ma, soprattutto, non ha mai partecipato al dibattito politico. In sette anni di consiliatura, la Iachino non ha mai proferito parola in Consiglio Comunale tanto da passare alla storia come la consigliera comunale più invisibile ed inesistente della nostra Città, a differenza per esempio della giovanissima e brava neo consigliera Debora Navarro che, nella prima settimana di consiliatura, ha fatto molta più attività politica di lei. Per onestà intellettuale e per amore della verità, ci tengo a precisare – continua Ripepi - che la vendetta non fa parte del mio modo di vivere cristiano e comunque, se fossi stato vendicativo come invece lo è lei, non mi sarei certo potuto vendicare di una collega che non è stata rilevata mai dai radar della politica cittadina. Il suo astio nei miei confronti è palese e la dimostrazione si manifesta nel messaggio inoltrato dalla stessa, per errore, nella chat dei consiglieri comunali su WhatsApp (pensava di scrivere sulla chat dei consiglieri di maggioranza) dopo che ho reso noto alla stampa come, nei cinque anni da delegata ai Beni confiscati alla criminalità organizzata ha fatto, per sua stessa confessione in commissione, solo dei book fotografici mentre, passeggiando, visitava i beni confiscati. Ovviamente di dare impulso politico alla burocrazia, per fare ciò che prescrive il regolamento (monitoraggi annuali, relazioni semestrali, bilanci ed elenchi del personale impegnato) neanche a parlarne.

"Riporto fedelmente – scrive ancora Ripepi - il messaggio inviato dalla Iachino alle ore 18,50 di cinque giorni fa, momento dell'inizio vendetta, qualche minuto dopo la pubblicazione della sentenza con la quale il Tar bocciava il ricorso sull'annullamento delle elezioni per i brogli elettorali: 'Mi fa piacere colleghi. Adesso, dobbiamo rilanciare con fermezza soprattutto si temi etici. Poco fa ho letto un articolo da brividi. Molto presto presenterò una proposta in commissione affari istituzionali per inserire il tema dei reati di pedofilia e connessi'. La palese gaffe, intrisa di olio nero, è ripresa immediatamente dall'attenta collega Lucia Nucera che scrive: 'Nancy forse hai sbagliato gruppo'. La Iachino cerca di ridimensionare la gaffe scrivendo: 'Sì Lucia hai ragione. Ma in fondo sono cose che non riguardano una sola parte politica. A scanso di qualche eccezione ritengo siano temi su cui vi sia la più ampia e trasversale e sentita condivisione'. Poi abituata com'è, da dolce fatina, a vivere nel mondo dei sogni senza assumersi alcuna responsabilità, scarica la colpa dell'imbarazzante gaffe sul collega Ciccio Gangemi scrivendo: 'E comunque è colpa di Ciccio che ha scritto mentre rispondevo ad altro gruppo ... e ho pescato notifica sbagliata'. Vorrei ricordare alla vendicativa Consigliera che sarò il primo a sostenere una tale proposta contro i reati di pedofilia e connessi. Se poi non riuscirà a farlo lei, così come non è riuscita a gestire i beni confiscati, sarò io stesso a proporre di inserire nel codice etico del Comune la proposta. Vorrei altresì ricordare all'ex delegata che, ad oggi, mancano cinque anni di monitoraggio dei Beni confiscati e cinque anni di relazioni, elenchi del personale e bilanci che ogni sei mesi le associazioni hanno l'obbligo di inviare al Comune. Basterebbe esibire tale documentazione per sviare ogni dubbio. Le carpette di cui parlavo, che attualmente non esistono, dovrebbero semplicemente contenere la delibera di assegnazione, il disciplinare con le finalità di utilizzo del bene, una relazione semestrale mandata dall'associazione assegnataria con sintesi delle attività svolte nonché il bilancio e l'elenco dei dipendenti e volontari che gestiscono il bene. Infine, la famosa carpetta che non esiste, dovrebbe contenere il monitoraggio annuale del bene da parte del Comune. La Iachino fa riferimento alla gestione amministrativa passata dei beni confiscati ed al fatto che io abbia chiesto accesso specifico ad atti esclusivamente per i beni con finalità sociali aleggiando chissà quale interesse. Informo la giovane politica che ho chiesto contezza anche sui beni per uso abitativo e per uso commerciale ma, essendo in stato confusionale, si sarà dimenticata che, in Commissione, lei stessa mi ha invitato ad andare ai Servizi sociali per richiedere la documentazione dei beni con finalità sociale essendo i primi a dover essere controllati dalla commissione. Basta portare alla luce i fascicoli di assegnazione ed i relativi monitoraggi, sia dei beni assegnati durante la gestione Falcomatà che delle amministrazioni precedenti, e il problema è risolto. In più, la Iachino nel suo intervento delirante, fa un'affermazione gravissima in riferimento ai beni affidati dalle precedenti amministrazioni asserendo che gli stessi sono fuori controllo dal punto di vista della storicità e della legittimità. Chiediamo alla fatina Nancy di rientrare dal mondo delle favole e rispondere alle seguenti domande: chi avrebbe dovuto controllare tutto questo? Perché in cinque anni non lo ho fatto lei e i burocrati che facevano riferimento al settore che il Sindaco le aveva affidato? Chiederò alla collega di rispondere pubblicamente a tutti questi quesiti in un confronto istituzionale aperto, dove ogni cittadino potrà direttamente e senza filtri capire ciò che è successo.

Altra bugia da chiarire. Io non me la sono presa con i dirigenti e i funzionari comunali, di cui per altro rispetto il lavoro, bensì ho solo insistito, con decisione, nel vedere ciò che non mi potevano fare vedere, perché probabilmente non esisteva. E' proprio la Iachino che afferma, scaricando la responsabilità sulla burocrazia, che in 5 anni si sono alternati 5 dirigenti lasciando intravedere una falla burocratica. E se di falla burocratica si è trattato, chi doveva dare l'impulso e l'indirizzo politico per guidare i burocrati a fare ciò che il regolamento prescriveva? Io mi sono limitato a chiedere, in qualità di Consigliere Comunale e di Presidente della Commissione Controllo e Garanzia, la visione di tutti gli atti a testimonianza delle procedure attivate. Se tutto questo è inteso come un reato di lesa maestà allora, si evidenzia la distanza tra chi come me intende il rapporto con la cosa pubblica e chi, invece, ritiene che tutto ciò sia un fatto esclusivamente personale e privato di cui non dar conto a nessuno. Garantisco alla collega – conclude Ripepi - che non mi fermerò dinanzi a nessuna minaccia, ma continuerò ad operare da piccolo servitore della mia città affinchè tutto sia rigorosamente chiarito alla luce del sole ed alla presenza dei cittadini, degli organi di stampa e di chiunque volesse capire cosa è realmente successo in questi ultimi cinque anni nel settore comunale beni confiscati alla criminalità organizzata".

Creato Martedì, 15 Giugno 2021 18:32