Reggio Calabria
 

Reggio, Meduri (Cambiamo): “Qualcuno vuole davvero il cambiamento in Calabria?”

"C'è una parte della Calabria - afferma Francesco Meduri, Responsabile Organizzazione e Sviluppo Territoriale di Cambiamo Reggio Calabria - la cui coscienza critica invita a combattere per una regione migliore. Sono quei calabresi il cui sudore quotidiano rappresenta la speranza di vedere un futuro diverso per questo territorio. I cittadini che sperano nel cosiddetto cambiamento".

Continua a crescere il movimento Cambiamo! guidato da Giovanni Toti, focalizzandosi sull'organizzazione e lo sviluppo territoriale come punti saldi ed imprescindibili. Nuovi comitati, incontri sul territorio, gruppi di lavoro sul programma, sono alcuni dei passaggi fondamentali per la crescita nel territorio calabrese di un movimento politico che giorno dopo giorno attecchisce, non solo nella provincia di Reggio Calabria, grazie all'impegno ed al lavoro del Coordinatore provinciale Anghelone, ma anche in tutta la Calabria, per la lungimiranza politica del Senatore Franco Bevilacqua, fulcro di Cambiamo! per tutta la regione.

"In attesa della prossima tornata elettorale - sottolinea Meduri - continuiamo ad assistere all'incessante infornata di incarichi nelle varie strutture dei consiglieri regionali. La Calabria, anzi la cittadella regionale per essere precisi, diventa così, un mercatino di nomine che va da destra a sinistra, una piazza di scambio che non porterà di certo un futuro migliore per il nostro territorio ma, forse, un presente migliore per pochi intimi amici".

"Non deve scandalizzarsi la scelta del portaborse - aggiunge Meduri - che era bracciante agricolo il giorno prima, perché di questi articoli ne leggiamo da mesi, ma la totale assenza di formazione di chi andrà a gestire i fondi del PNRR. Possiamo collocare un istruttore sportivo, eventualmente, a fare l'autista ma, allo stesso tempo, è fondamentale avere a disposizione esperti di fondi europei per gestire la programmazione in Calabria. A mio giudizio manca una scuola di formazione in tutto questo, bacino da cui attingere, dopo un'attenta formazione, per colmare uno dei principali problemi che vede la nostra regione restituire, ad esempio, i fondi assegnati. Ritengo che dopo la Scuola politica anche un semplice cittadino avrebbe le competenze, quelle indispensabili per iniziare un concreto cambiamento".

"In questi mesi, il nostro movimento - conclude il Responsabile provinciale organizzativo - si è rimboccato le maniche lavorando, quotidianamente, a contatto con la gente. Siamo convinti che una perfetta macchina organizzativa possa sviluppare Cambiamo! sul territorio provinciale. La nostra sfida è già lanciata non solo, al centro sinistra, ma anche ad una parte del centro destra che non ha il coraggio di cambiare".